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Castelmagno di alpeggio DOP - Caseificio La Bruna

Castelmagno di alpeggio DOP - Caseificio La Bruna

Vendita online prodotti Caseificio La Bruna tipici italiani; acquista Castelmagno di alpeggio DOP - Caseificio La Bruna


Castelmagno di alpeggio DOP - Caseificio La Bruna
FORMAGGIO CASTELMAGNO DI ALPEGGIO
Castelmagno di alpeggio dop

Castelmagno che viene prodotto in alpeggi situati al di sopra dei 1000 metri di quota, là dove grande è la fragranza delle erbe foraggere e straordinaria è la varietà e la ricchezza della flora prativa, composta di graminacee che esaltano le caratteristiche organolettiche del formaggio.
Viene prodotto esclusivamente nel periodo estivo, da maggio a ottobre.

Le caratteristiche
Formaggio pressato, a pasta cruda, ottenuta da latte vaccino. La pasta è poco friabile e compatta se ben stagionato ed il carotene, presente nell'erba degli alpeggi, le conferisce un colore giallo ambrato. La crosta, non edibile, è liscia e chiara ma con l'avanzare della stagionatura da giallo-rossastra diventa più scura, spessa e rugosa ed il sapore riprende tutti gli aromi delle erbe officinali dei pascoli diventando via via più intenso con l'avanzare della stagionatura.

Ingredienti: Latte crudo, sale, caglio

Consigli per il consumo
Per assaporare al meglio il gusto intenso di questo formaggio, il consiglio è quello di consumarlo da solo, magari a fine pasto. Il grado di stagionatura influenza la tipologia del vino poiché è proprio il diverso tempo di maturazione che influisce sulle caratteristiche del prodotto. Indipendetemente dal grado di maturazione occorrono vini rossi per bilanciare la ricchezza di sapori e la lieve sensazione di grassezza che lascia in bocca. Il formaggio castelmagno alpeggio si abbina con vini che devono quindi essere corposi, intensi, come un intramontabile Nebbiolo o i grandi vini che da esso derivano, tipo il Barolo o il Barbaresco.
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L'elenco degli ingredienti è visibile nell'etichetta / fotografia del prodotto o nella scheda testuale. Utile in particolare con riferimento alla consultazione dell' Elenco Allergeni come da Regolamento (UE) n.1169/2011



Domande ed esperienze Castelmagno di alpeggio DOP - Caseificio La Bruna


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Informazioni, consigli, aggiornamenti e curiosità su Castelmagno di alpeggio DOP - Caseificio La Bruna

La Bruna Caseificio "solo formaggi a latte crudo, proveniente dalle mucche alimentate in modo naturale"

La Bruna Caseificio solo formaggi a latte crudo, proveniente dalle mucche alimentate in modo naturale
Le mucche, tutte di razza Bruna, sono allevate all’interno dei terreni dove pascolano liberamente nei mesi caldi (fine aprile – novembre). Non viene utilizzato nessun insilato di mais, ma erba e fieni dei pascoli montani vicini, sono alla base della alimentazione, arricchita da cereali nobili provenienti da zone limitrofe. Viene lavorato solo latte crudo per mantenere tutte le proprietà nutritive e organolettiche della materia prima. L’affinamento dei nostri formaggi, tra cui il Castelmagno DOP e il Raschera DOP, avviene esclusivamente dalla grotta adibita alla stagionatura. I formaggi possono raggiungere diverse stagionature, dai 4 mesi ai 18 per il Castelmagno DOP.

ARTICOLO- 01/06/2017 - http://www.formaggioitaliano.com/ ( Network O.I.P. )

Il Castelmagno: Rè dei formaggi piemontesi

Il Castelmagno: Rè dei formaggi piemontesi
La produzione artigianale del Castelmagno un formaggio di latte vaccino con minime aggiunte di latte ovino o caprino (da un minimo di 5% a un massimo del 20%). Il latte delle proprie vacche in alpeggio secondo la tecnica antica. Le malghe sono situate a quote superiori ai 1600 metri: qui, la grande varietà e fragranza delle erbe e dei fiori, arricchita dalle graminacee, in particolare poa e festuca, conferisce al Castelmagno caratteristiche organolettiche di eccellenza. La tecnica di caseificazione del Castelmagno, uno tra i più rinomati formaggi piemontesi ,prevede la rottura della cagliata in grumi grandi quanto un chicco di mais o al più una nocciola. La massa ottenuta si lascia sgrondare per 24 ore in un telo (la risola) che viene annodato a formare un fagotto e appeso. Dopo circa un giorno si effettua un’altra rottura in cubetti. La massa, raccolta nuovamente, rimane ad acidificare per tre, quattro giorni sotto siero prima di essere triturata e rimpastata con aggiunta di sale e poi pressata per un giorno nelle forme. Successivamente il Castelmagno è posto a stagionare in ambiente naturale almeno per 120 giorni. La pasta è di colore avorio e morbida: dopo la maturazione acquista più compattezza e un colore più scuro, a volte con sfumature blu-verdastre dovute allo sviluppo delle muffe penicillium , responsabili dell’erborinatura.

ARTICOLO- 10/04/2017 - http://www.formaggioitaliano.com/ ( Network O.I.P. )

La Bruna

La Bruna
Il caseificio produce il formaggio Castelmagno e Raschera DOP tipico di questa regione. L'alimentazione delle mucche è naturalmente sana e si basa principalmente di erbe e fieni dei pascoli montani in prossimità dell'azienda, la restante parte, invece, di materie prime nobili provenienti da zone limitrofe. Il latte viene prodotto esclusivamente nell'allevamento seguendo passo dopo passo la fase di mungitura e di raccolta. Raschera Il Raschera DOP viene realizzato con latte bovino. Prodotto in forme tonde o quadrate, quest'ultima tipologia di formaggio risultava quella più comoda da trasportare dalle malghe d'alpeggio sino al fondovalle, quando i prodotti della montagna viaggiavano ancora tutti a dorso di mulo e potevano quindi esser impilati uno sull'altro per maggior comodità. E' un tipico formaggio cuneese la cui stagionatura avviene in grotte di pietra provviste di salti d'acqua costanti e completamente interrate che ne garantiscono l'umidità ottimale per la maturazione, esattamente come avviene per il Castelmagno DOP.

ARTICOLO- 17/11/2016 - http://www.formaggioitaliano.com/ ( Network O.I.P. )

Società Agricola La Bruna : Castelmagno D'alpeggio Dop e Castelmagno di Montagna invernale Dop prodotti seguendo le più antiche usanze.

Società Agricola La Bruna : Castelmagno D'alpeggio Dop e Castelmagno  di Montagna invernale Dop prodotti  seguendo le più antiche usanze.
Dalla passione di Evanzio, Ivano e Davide (che ha seguito le orme di papà Alfio) e dall’amore per la montagna e le sue tradizioni, è nata l’azienda agricola La Bruna. Già nel lontano 1921 nonno Magno, margaro in alta valle, mungeva le vacche in alpeggio e produceva formaggio per sè e per pochi altri in una piccola malga. I piccoli segreti sono stati tramandati alle nuove generazioni che ancora oggi producono formaggi seguendo le più antiche usanze. Castelmagno Formaggio nobile e fiore all'occhiello de La Bruna, il Castelmagno DOP viene prodotto seguendo fedelmente la tradizione della Valle Grana; grazie al personale controllo di tutta la filiera ed al selezionatissimo bestiame di razza Bruna Alpina l'azienda garantisce un latte vaccino di qualità superiore che trasmette al formaggio i veri sapori dei pascoli montani. La stagionatura avviene poi in grotte di pietra provviste di salti d'acqua costanti e completamente interrate che ne garantiscono l'umidità ottimale per la maturazione. Castelmagno di alpeggio Castelmagno che viene prodotto in alpeggi situati al di sopra dei 1000 metri di quota, là dove grande è la fragranza delle erbe foraggere e straordinaria è la varietà e la ricchezza della flora prativa, composta di graminacee che esaltano le caratteristiche organolettiche del formaggio. Viene prodotto esclusivamente nel periodo estivo, da maggio a ottobre.

ARTICOLO- 17/05/2016 - http://www.formaggioitaliano.com/ ( Network O.I.P. )

Il Castelmagno

Il Castelmagno
Il Castelmagno DOP è prodotto con latte di vacca, con eventuale aggiunta di latte ovino o caprino, latte utilizzato è ottenuto dall'unione del latte di due mungiture La crosta è sottile e liscia di colore giallo rossastra e una colorazione ocrea - brunastra nelle forme più stagionate. La pasta molto friabile e priva di occhiature è di colore bianco avorio con la tendenza ad una colorazione giallo ocrea e a presentare venature blu-verdi nelle forme più stagionate. Il sapore fine è delicato diventa forte e piccante man mano che aumenta il periodo di stagionatura.

ARTICOLO- 12/07/2013 - http://www.formaggioitaliano.com/ ( Network O.I.P. )

FILETTO DI FASSONA IN CROSTA DI CHIPS DI PATATE ALL’HABANERO -Ricetta di Alfredo Iannaccone

FILETTO DI FASSONA IN CROSTA DI CHIPS DI PATATE ALL’HABANERO -Ricetta di Alfredo Iannaccone
Un viaggio nella cucina Piemontese: chiudendo gli occhi, tra i fornelli dell’Irpinia, e riaprendoli, come d’incanto, per realizzare il proprio sogno. Ci troviamo di fronte a filetti di fassona, la razza bovina più pregiata d’Italia. Autoctona, meravigliosa, magra, morbida in cottura. Il meglio di una regione straordinaria, che con i suoi vini, le sue carni, i suoi formaggi, non ha termini di paragone. Il percorso di oggi è quasi tutto proiettato verso il Piemonte. Con una carne “di nicchia”, dal costo elevato ma il rapporto qualità-prezzo tiene alla grande: un formaggio, come il Castelmagno d’Alpeggio, un erborinato del cuneese realizzato dal sapore intenso ma perfetto con gli abbinamenti che realizziamo. Il Castelmagno d’Alpeggio viene prodotto in alpeggi situati al di sopra dei 1600 metri di quota, là dove grande è la fragranza delle erbe foraggere e straordinaria è la varietà e la ricchezza della flora prativa, composta di graminacee dei generi “poa” e “festuca” che esaltano le caratteristiche organolettiche del formaggio. I malgari lavorano esclusivamente il latte delle proprie vacche, che vivono allo stato brado e che conserva il sentore dei fiori e delle erbe dei pascoli da cui proviene. E’ assolutamente vietata la somministrazione agli animali di insilati o di mangimi o di sottoprodotti industriali. E’ vietato il ricorso a fermenti lattici nella lavorazione. Insomma la qualità del prodotto è garantita al cento per cento. Qui si lavora con passione, sacrificio, amore per la natura e per il prodotto. Del resto le ricette di alta cucina hanno bisogno di materie prime eccezionali, come quelle che usiamo in questa creazione. C’è tanto Piemonte nel nostro piatto, ma la Cucina Vagabonda ama le fusioni extraregionali di grandi prodotti. Lo sapete. Come le fave, di Leonforte (Sicilia), e come le patate, a pasta gialla, del viterbese. Con il vino che usiamo torniamo al Piemonte, come in un viaggio di passioni ed emozioni senza fine: un chiovende, rosso, biologico, profumato, intenso, senza solfiti. Un Chiovende del Monferrato, di vini così se ne fanno di rado.Vino raro, derivante dalla vinificazione di uve autoctone Ruchè. Lo usiamo sia per sfumare la carne prima di passarla in forno (quindi doppia cottura) sia per servire il nostro piatto. Il tipico aroma varietale del vino è molto intenso e persistente, tipicamente di rosa, di ciliegia e con il passare del tempo di pepe verde e di geranio. Al gusto è decisamente particolare la sensazione vellutata proposta sul palato. La selezione delle migliori uve ha esaltato le caratteristiche varietali di questo nobile vitigno, offrendo un quadro aromatico strepitoso e un gusto degno di meditazione. Che altro dire? Se non che il piatto di oggi è per palati fini, e non si può fare a meno di creare giochi di colori. Ci viene in aiuto la primavera, con i suoi fiori, belli e anche commestibili. Come i fiori di timo, dal profumo incredibile. E poi le spezie. E’ il mese dei germogli, da far crescere sul proprio balcone. Come quelli di habanero, che usiamo per decorare il piatto. Sentori di terre lontane, aroma leggermente piccante. Quello stesso habanero che ritroviamo nelle chips di patate che diventano una croccante panatura per una carne e un secondo piatto da mille e una notte.

RICETTA- 02/05/2013 - http://www.prodottiesaporiregionali.it/ ( Network O.I.P. )

CARRE’ DI MAIALE NERO AL FUMO DI AGLIO E TIMO. IN FONDUTA DI CASTELMAGNO-Ricetta di Alfredo Iannaccone

CARRE’ DI MAIALE NERO AL FUMO DI AGLIO E TIMO. IN FONDUTA DI CASTELMAGNO-Ricetta di Alfredo Iannaccone
Carrè di maiale nero casertano dissossato, “affumicato” al timo e al ginepro, in gabbia di lardo di Berlinghetto, con fonduta di Castelmagno d’Alpeggio Un maiale campano “contaminato”. Ma non un maiale qualunque, ma un nero casertano. Una carne straordinaria, un’arista magra e versatile, abbraccia i sapori “forti” del nord. Quelli lombardi e piemontesi. Un eccezionale lardo bresciano, di Berlinghetto, un erborinato di altissima qualità, particolare e di nicchia, come il Castelmagno d’Alpeggio, perla del cuneese. Un misto di latte vaccino con una percentuale di ovino. Una stagionatura lunga, una preparazione meticolosa. Ancora una “fusione” tra il meglio della Campania e quei prodotti dell’altra Italia, così lontana e così vicina. Così diversa nel modo di approcciarsi alla tavola, ma alla ricerca delle medesime emozioni, della medesima qualità. Sono i volti di un Paese che in cucina non conosce crisi. Dove la fantasia regna sovrana e le possibilità, di un appassionato, di un giornalista tra i fornelli, sono infinite. Oggi realizziamo un “piatto delle feste”. Quello che notoriamente dalle mie parti viene definito parte di un pranzo della domenica. Non è leggero, anche se la carne di maiale è sana e non molto calorica, l’abbinamento con lardo, formaggi e spezie, rende questa ricetta “ricca” di sapore. La preparazione non è difficile ma meticolosa. L’affumicatura prende il posto della tradizionale marinatura. La carne non frolla, si immerge nei fumi delle spezie, per poi subire due cotture. Una in padella e una in forno. Il formaggio sta di fianco, in una sorta di besciamella. Una fonduta “diversa”, perchè il burro e il latte versato a filo formano una sorta di roux, alla quale poi si aggiugono i pezzetti di Castelmagno. Poi si questa “crema” così ricca e il maiale nero si incontrano, finalmente, nel piatto. Il commensale tuffa la carne nella salsa e sente al palato tutti quei sapori che aveva solo immaginato e percepito. I grassi del maiale, la forza del lardo, il sapore deciso ma piacevole del Castelmagno, creano un mix Campania-Lombardia-Piemonte di grande impatto. continua.......

RICETTA- 13/03/2013 - http://www.prodottiesaporiregionali.it/ ( Network O.I.P. )

Testaroli “Arconatura” con Culatello di Zibello “Cavalier Boschi” e Castelmagno di Montagna “Terre di Castelmagno”

Testaroli “Arconatura”  con Culatello di Zibello “Cavalier Boschi”  e Castelmagno di Montagna “Terre di Castelmagno”
Ingredienti per 3/4 persone 420 gr Testaroli confezione sottovuoto “Arconatura” 2 etti Culatello di Zibello “Cavalier Boschi” 50 gr Formaggio Castelmagno di Montagna “Terre di Castelmagno” 100 gr di Burro 1 cucchiaino di Brodo Granulare Classico Bio senza Glutamato “Well” 5/6 Foglioline di salvia

RICETTA- 22/11/2012 - http://www.prodottiesaporiregionali.it/ ( Network O.I.P. )

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Castelmagno d'alpeggio DOP - 500 gr.
19.50 €
Castelmagno d'alpeggio DOP - 1 kg.
36.00 €
Castelmagno d'alpeggio DOP -Forma 6 Kg. circa
195.00 €
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Il Castelmagno ha origini antiche, infatti era già conosciuto nell'XI secolo poiché menzionato in alcuni libri o leggi del tempo. Castelmagno di alpeggio DOP - Caseificio La Bruna e fatto da latte di mucche che pascolano in alpeggio sopra i 1000m di altezza. L'erba presente nei pascoli d'alpeggio da al formaggio un sapore ed un colore unici. Il risultato è un formaggio molto stagionato, quindi è consigliato mandarlo a fine pasto accompagnato da un vino rosso diverso in base alla stagionatura, ma sempre corposo ed importante come Nebbiolo o Barolo.
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11/05/2017 11:06:53
Vi invitiamo ad assaggiare il Castelmagno d’alpeggio uno tra i più apprezzati formaggi piemontesi
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22/02/2017 00:17:25
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