Marchio: Alba Tartufi
Il tartufo bianco pregiato, nome scientifico TUBER MAGNATUM PICO. E' considerato il tartufo per antonomasia perché riveste un'importanza commerciale notevole.
TARTUFO BIANCO D'ALBA
Conosciuto anche come Tartufo bianco d'Alba o del Piemonte perchè cresce in abbondanza soprattutto in questa regione, ma lo si trova anche in altre zone dell'Italia centrale e nel sud della Francia con caratteristiche qualitative diverse per ogni areale.
Alba lo ha battezzato, ma nel Piemonte é presente in tutto il Monferrato, Langhe e Roero ed in parte della collina torinese. Esso ha un aspetto globoso, con numerose depressioni sul peridio che lo rendono irregolare. La superficie esterna é liscia e leggermente vellutata. Il colore varia dall'ocra pallido al crema scuro fino al verdastro. La sua carne o gleba é inconfondibile e si presenta bianca e giallo grigiastra con sottili venature bianche. Il suo profumo piacevolmente aromatico ma diverso dall'agliaceo degli altri tartufi lo rende unico nel suo genere.
Vive in simbiosi con quercie, tigli, pioppi e salici e raramente lo si trova in concomitanza ad altri tartufi. Il tartufo bianco, per nascere e svilupparsi ha bisogno di terreni particolari con condizioni climatiche altrettanto particolari: Il suolo deve essere soffice e umido per la gran parte dell'anno, deve essere ricco di calcio e con una buona circolazione di aria. E' quindi intuibile che non tutti i terreni presentino queste caratteristiche e proprio questi fattori ambientali fanno si che il tartufo bianco diventi un frutto raro quanto ambito.
COME SI CONSERVA
Il tartufo deve essere riposto in un barattolo di vetro o, in alternativa, in un contenitore di plastica a chiusura ermetica. All'interno di esso, deve essere avvolto da un foglio di carta assorbente, che andrebbe sostituito quotidianamente.
COME SI TAGLIA
Lo strumento deputato per compiere questa operazione è il tagliatartufi. In commercio ne esistono diverse tipologie: l'importante è che sia dotata di una lama liscia e affilata.
COME SI PULISCE
I nostri tartufi freschi sono venduti già ben spazzolati. Non li laviamo poiché questo processo potrebbe minarne la durata nel tempo. A te basterà, qualche ora prima di servirlo a tavola o di usarlo come ingrediente, pulirlo delicatamente – ma accuratamente – con una spazzola morbida di setola.
Il tartufo bianco pregiato, nome scientifico TUBER MAGNATUM PICO. E' considerato il tartufo per antonomasia perché riveste un'importanza commerciale notevole.
TARTUFO BIANCO D'ALBA
Conosciuto anche come Tartufo bianco d'Alba o del Piemonte perchè cresce in abbondanza soprattutto in questa regione, ma lo si trova anche in altre zone dell'Italia centrale e nel sud della Francia con caratteristiche qualitative diverse per ogni areale.
Alba lo ha battezzato, ma nel Piemonte é presente in tutto il Monferrato, Langhe e Roero ed in parte della collina torinese. Esso ha un aspetto globoso, con numerose depressioni sul peridio che lo rendono irregolare. La superficie esterna é liscia e leggermente vellutata. Il colore varia dall'ocra pallido al crema scuro fino al verdastro. La sua carne o gleba é inconfondibile e si presenta bianca e giallo grigiastra con sottili venature bianche. Il suo profumo piacevolmente aromatico ma diverso dall'agliaceo degli altri tartufi lo rende unico nel suo genere.
Vive in simbiosi con quercie, tigli, pioppi e salici e raramente lo si trova in concomitanza ad altri tartufi. Il tartufo bianco, per nascere e svilupparsi ha bisogno di terreni particolari con condizioni climatiche altrettanto particolari: Il suolo deve essere soffice e umido per la gran parte dell'anno, deve essere ricco di calcio e con una buona circolazione di aria. E' quindi intuibile che non tutti i terreni presentino queste caratteristiche e proprio questi fattori ambientali fanno si che il tartufo bianco diventi un frutto raro quanto ambito.
COME SI CONSERVA
Il tartufo deve essere riposto in un barattolo di vetro o, in alternativa, in un contenitore di plastica a chiusura ermetica. All'interno di esso, deve essere avvolto da un foglio di carta assorbente, che andrebbe sostituito quotidianamente.
COME SI TAGLIA
Lo strumento deputato per compiere questa operazione è il tagliatartufi. In commercio ne esistono diverse tipologie: l'importante è che sia dotata di una lama liscia e affilata.
COME SI PULISCE
I nostri tartufi freschi sono venduti già ben spazzolati. Non li laviamo poiché questo processo potrebbe minarne la durata nel tempo. A te basterà, qualche ora prima di servirlo a tavola o di usarlo come ingrediente, pulirlo delicatamente – ma accuratamente – con una spazzola morbida di setola.
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L'elenco degli ingredienti visibile nell'etichetta / fotografia del prodotto sopra riportata o nella scheda testuale. Utile in particolare con riferimento alla consultazione dell' Elenco Allergeni come da Regolamento (UE) n.1169/2011
