Marchio: Pastificio dei Campi
: Pasta di Gragnano I.G.P.
L'origine è partenopea, ma questo formato è diffuso e amato soprattutto nel Lazio, dove negli anni è diventato compagno inseparabile dell'amatriciana. I bucatini si abbinano bene anche ad altri sughi a base di pomodoro, verdure e formaggio. La loro caratteristica distintiva è la sezione forata.
Il Pastificio dei Campi punta tutto sulla qualità, e’artigianalità e il rispetto delle tradizioni
Rispetto per l’ambiente, innovazione tecnologica e di diffusione dell’educazione alimentare alla pasta.
La certificazione 100% Made in Italy è pertanto un ulteriore tassello nel progetto di totale trasparenza e tracciabilità della Pasta di Gragnano I.G.P
Il Pastificio dei Campi garantisce:
• utilizzo di marchio proprio
• fabbricazione realizzata per intero in Italia
• materie prime esclusivamente italiane e di alta qualità (nel nostro caso il grano duro italiano);
• produzione con progettazioni esclusive dell’azienda;
• lavorazioni artigianali tipiche italiane.
Si comincia con la coltivazione del grano duro che viene macinato e trasformato in semola. Acqua e semola vengono poi impastate e successivamente estruse, dopodiché la pasta viene stesa su telai di legno e inserita in celle statiche di prosciugamento dove resta per tutto il tempo necessario alla sua essiccazione.
In questo modo cerchiamo di trasmettere a chi gusta questa pasta tutta la poesia che c’è nel realizzarla, perché la pasta di Gragnano è un prodotto davvero speciale.
All’inizio del 2011 la Pasta di Gragnano del Pastificio dei Campi ha ottenuto la certificazione di prodotto 100% Made in Italy. Con questo marchio i consumatori hanno la garanzia si consumare una pasta realizzata in Italia, con materie prime (acqua e grano duro) italiane e confezionata nel nostro paese.
I vermicelli sono uno dei più antichi formati di pasta napoletana, tanto che i pastai un tempo si chiamavano vermicellari. Esiste un documento del 1284 in cui si dà notizia della loro vendita, mentre la prima ricetta pubblicata risale probabilmente al XV secolo, sul "Libro de arte coquinaria" (1464-65), del celebre Mastro Martino. Il loro nome deriva dalla forma, che ricorda quella di piccoli vermi.
: Pasta di Gragnano I.G.P.
L'origine è partenopea, ma questo formato è diffuso e amato soprattutto nel Lazio, dove negli anni è diventato compagno inseparabile dell'amatriciana. I bucatini si abbinano bene anche ad altri sughi a base di pomodoro, verdure e formaggio. La loro caratteristica distintiva è la sezione forata.
Il Pastificio dei Campi punta tutto sulla qualità, e’artigianalità e il rispetto delle tradizioni
Rispetto per l’ambiente, innovazione tecnologica e di diffusione dell’educazione alimentare alla pasta.
La certificazione 100% Made in Italy è pertanto un ulteriore tassello nel progetto di totale trasparenza e tracciabilità della Pasta di Gragnano I.G.P
Il Pastificio dei Campi garantisce:
• utilizzo di marchio proprio
• fabbricazione realizzata per intero in Italia
• materie prime esclusivamente italiane e di alta qualità (nel nostro caso il grano duro italiano);
• produzione con progettazioni esclusive dell’azienda;
• lavorazioni artigianali tipiche italiane.
Si comincia con la coltivazione del grano duro che viene macinato e trasformato in semola. Acqua e semola vengono poi impastate e successivamente estruse, dopodiché la pasta viene stesa su telai di legno e inserita in celle statiche di prosciugamento dove resta per tutto il tempo necessario alla sua essiccazione.
In questo modo cerchiamo di trasmettere a chi gusta questa pasta tutta la poesia che c’è nel realizzarla, perché la pasta di Gragnano è un prodotto davvero speciale.
All’inizio del 2011 la Pasta di Gragnano del Pastificio dei Campi ha ottenuto la certificazione di prodotto 100% Made in Italy. Con questo marchio i consumatori hanno la garanzia si consumare una pasta realizzata in Italia, con materie prime (acqua e grano duro) italiane e confezionata nel nostro paese.
I vermicelli sono uno dei più antichi formati di pasta napoletana, tanto che i pastai un tempo si chiamavano vermicellari. Esiste un documento del 1284 in cui si dà notizia della loro vendita, mentre la prima ricetta pubblicata risale probabilmente al XV secolo, sul "Libro de arte coquinaria" (1464-65), del celebre Mastro Martino. Il loro nome deriva dalla forma, che ricorda quella di piccoli vermi.
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L'elenco degli ingredienti visibile nell'etichetta / fotografia del prodotto sopra riportata o nella scheda testuale. Utile in particolare con riferimento alla consultazione dell' Elenco Allergeni come da Regolamento (UE) n.1169/2011
