Marchio: Masseria dello Sbirro
I pomodori prodotti dai fratelli Carlo e Lorenzo, sono confezionati nel tradizionale “Piennolo” e trasformati in passata, e pomodorini in passata. La passione con cui è stata intrapresa questa attività scaturisce da un profondo legame della famiglia con il territorio e le sue eccellenze, la volontà delle nuove generazioni, è, di valorizzare tali prodotti e farli conoscere in tutto il mondo. Masseria dello Sbirro sottopone i propri prodotti a severi controlli mirati a garantirne i più alti standards qualitativi. E’ grazie a questa politica, che l’azienda ha ottenuto la certificazione D.O.P. per il pomodorino del piennolo e ha dato il via alle procedure per ottenere la certificazione biologica.
La nostra passione ed i nostri sforzi danno vita ad un prodotto di eccellenza.
Gustandolo, siamo certi, proverete un’emozione particolare.
Pomodorino del Piennolo D.o.p.
Il pomodorino del “ piennolo” del Vesuvio deriva il suo nome dalla particolare tecnica adoperata per conservarlo nei mesi invernali.
Il sistema consiste, infatti, nell’intrecciare le “schiocche”, ossia grappoli di pomodorini, intorno ad uno spago di fibra vegetale, legato ad anello, ottenedo così il “piennolo”. Si avrà, così, la possibilità, durante l’inverno, di staccare i pomodori da consumare. I pomodori si coltivano nelle aree incluse nei terreni facenti parte del Parco Nazionale del Vesuvio, di natura, quindi, vulcanica, prevalentemente sabbiosi, poveri di sostanza
organica, acqua ed azoto, ma ricchi di potassio. Ciò, unito all’altitudine sul livello del mare, compresa tra i 150 ed i 450 metri, a cui vengono coltivati, e quindi, alle elevate escursioni termiche tra giorno e notte, garantisce l’inspessimento della buccia e la capacità di conservarsi a lungo mantenendo le bacche turgide.
La coltivazione inizia con la semina in semenzaio nel mese di febbraio ed il successivo trapianto a mano, incampo nei mesi di marzo ed aprile.
Successivamente seguono le fasi di, rincalzatura, cimatura, diserbo, legatura delle piante a paletti di sostegno e raccolta, eseguite rigorosamente a mano sia per la particolare tecnica colturale, sia per la disposizione tormentata dei terreni di coltura.
Tutto ciò porta ad una produzione particolarmente limitata, con rese pari a 100/120 q.li ad ettaro, ma con caratteristiche organolettiche di particolare unicità.
I frutti così ottenuti, hanno una forma inconfondibile, caratterizzati da colore rosso intenso, solchi laterali, la caratteristica punta detta “pizzo” nella parte inferiore ed una buccia particolarmente spessa e croccante.
Il sapore risulta dolce/acidulo con un retrogusto amaro, soprattutto per i pomodori conservati, che li rende adatti a caratterizzare numerose ricette della cucina napoletana, in cui viene utilizzato, oltre che fresco e conservato sotto forma di “piennolo”, anche trasformato in passata ,come in questo caso ,ideale per pizza e pasta al sugo
I pomodori prodotti dai fratelli Carlo e Lorenzo, sono confezionati nel tradizionale “Piennolo” e trasformati in passata, e pomodorini in passata. La passione con cui è stata intrapresa questa attività scaturisce da un profondo legame della famiglia con il territorio e le sue eccellenze, la volontà delle nuove generazioni, è, di valorizzare tali prodotti e farli conoscere in tutto il mondo. Masseria dello Sbirro sottopone i propri prodotti a severi controlli mirati a garantirne i più alti standards qualitativi. E’ grazie a questa politica, che l’azienda ha ottenuto la certificazione D.O.P. per il pomodorino del piennolo e ha dato il via alle procedure per ottenere la certificazione biologica.
La nostra passione ed i nostri sforzi danno vita ad un prodotto di eccellenza.
Gustandolo, siamo certi, proverete un’emozione particolare.
Pomodorino del Piennolo D.o.p.
Il pomodorino del “ piennolo” del Vesuvio deriva il suo nome dalla particolare tecnica adoperata per conservarlo nei mesi invernali.
Il sistema consiste, infatti, nell’intrecciare le “schiocche”, ossia grappoli di pomodorini, intorno ad uno spago di fibra vegetale, legato ad anello, ottenedo così il “piennolo”. Si avrà, così, la possibilità, durante l’inverno, di staccare i pomodori da consumare. I pomodori si coltivano nelle aree incluse nei terreni facenti parte del Parco Nazionale del Vesuvio, di natura, quindi, vulcanica, prevalentemente sabbiosi, poveri di sostanza
organica, acqua ed azoto, ma ricchi di potassio. Ciò, unito all’altitudine sul livello del mare, compresa tra i 150 ed i 450 metri, a cui vengono coltivati, e quindi, alle elevate escursioni termiche tra giorno e notte, garantisce l’inspessimento della buccia e la capacità di conservarsi a lungo mantenendo le bacche turgide.
La coltivazione inizia con la semina in semenzaio nel mese di febbraio ed il successivo trapianto a mano, incampo nei mesi di marzo ed aprile.
Successivamente seguono le fasi di, rincalzatura, cimatura, diserbo, legatura delle piante a paletti di sostegno e raccolta, eseguite rigorosamente a mano sia per la particolare tecnica colturale, sia per la disposizione tormentata dei terreni di coltura.
Tutto ciò porta ad una produzione particolarmente limitata, con rese pari a 100/120 q.li ad ettaro, ma con caratteristiche organolettiche di particolare unicità.
I frutti così ottenuti, hanno una forma inconfondibile, caratterizzati da colore rosso intenso, solchi laterali, la caratteristica punta detta “pizzo” nella parte inferiore ed una buccia particolarmente spessa e croccante.
Il sapore risulta dolce/acidulo con un retrogusto amaro, soprattutto per i pomodori conservati, che li rende adatti a caratterizzare numerose ricette della cucina napoletana, in cui viene utilizzato, oltre che fresco e conservato sotto forma di “piennolo”, anche trasformato in passata ,come in questo caso ,ideale per pizza e pasta al sugo
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buonasera,vorrei sapere se dentro il vaso ci sono anche i pomodorini interi,perchè li preferirei,grazie donatella
Domanda posta da: donatella
29/01/2016)
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