Marchio: San Nicola Prosciuttificio del Sole
Il Prosciutto di San Daniele
UNA COSCIA DI MAIALE PUO' DIVENTARE PROSCIUTTO DI SAN DANIELE SOLO A TRE CONDIZIONI
Innanzitutto l'origine della materia prima. Le cosce devono provenire esclusivamente da maiali allevati in dieci regioni del centro-nord Italia (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria).
In secondo luogo il rispetto della lavorazione ereditata da un'antica tradizione. Poichè è vietata qualsiasi forma di congelamento delle carni le cosce fresche devono raggiungere rapidamente la cittadina del Friuli collinare per essere lavorate ricreando il ritmo naturale delle stagioni, con l'utilizzo del sale marino, senza l'aggiunta di additivi chimici o conservanti.
Infine è necessario che quanto segue avvenga a San Daniele del Friuli. Si potrebbe definire stagionatura, ma in realtà si tratta di qualcosa di più, che attiene al Genius loci della capitale del prosciutto. E' la natura a venire in aiuto. Ci vuole l'aria buona che soffia qui, dove i venti che scendono dalle Alpi Carniche si incontrano con quelli provenienti dall'Adriatico, portando sentori resinosi che si mescolano con quelli salmastri in un ambiente dove umidità e temperatura sono regolati dalle terre moreniche e dalle acque del Tagliamento, uno degli ultimi fiumi europei a conservare il suo corso originario. Il segreto sembrerebbe svelato, racchiuso in un termine tecnico, il microclima, ma per capire il Prosciutto di San Daniele si deve andare più in profondità nella conoscenza del luogo e dell'identità dei suoi abitanti che da sempre si occupano di farlo arrivare sulle nostre tavole.
Ricette e istruzioni per l'uso
Dolce, saporito, gustoso, profumato.
Il prosciutto di San Daniele è perfetto da solo, non chiede altro che un buon pane e un buon vino.
Degustarlo è un’esperienza ineguagliabile: un viaggio negli aromi e nelle suggestioni che resta scolpito nel palato.
Eppure il San Daniele ha un animo generoso.
Può anche condividere il suo sapore, delicato e ricco allo stesso tempo, con il suo tocco.
Abbiamo chiesto a cuochi esperti di svelarci i loro segreti di cucina, in modo che anche voi, a casa vostra, possiate gustare dei piatti veramente speciali.
In compagnia del Prosciutto di San Daniele, naturalmente.
Istruzioni per l'uso
Le caratteristiche organolettiche
Il colore della fetta è rosso rosato nella parte magra, con le striature del grasso intramuscolare, la così detta marezzatura, di colore bianco o bianco-rosato, cosi come nel grasso che ne costituisce il contorno.
L’aroma è delicato e diventa più persistente con il protrarsi della stagionatura (la cui durata minima è di 13 mesi, ma che può arrivare a 16, 18, 24 mesi).
Il sapore è dolce ed equilibrato, la sapidità e gli aromi tipici della carne stagionata si fondono insieme producendo una piacevolissima ed appagante sensazione in bocca.
La consistenza della fetta al palato è particolarmente morbida, tale da poter dire che “si scioglie in bocca”
Come si trova in commercio
Il prosciutto di San Daniele si può trovare in commercio nei seguenti formati:
Intero con osso
Il prosciutto di San Daniele intero con osso è riconoscibile dalla forma esteriore a chitarra e dalla presenza del caratteristico zampino. Di norma il peso di un prosciutto intero
con osso non è mai inferiore a 8,5 chili, anche se è frequente
riscontrare pezzature decisamente superiori. La porzione non coperta dalla cotenna presenta una protezione superficiale esterna denominata “stucco”, composta da grasso di maiale, derivati di cereali (farina), sale e pepe. La maggior parte dei produttori utilizza farina di riso per la preparazione dello stucco: questo rende il prodotto fruibile anche da consumatori che soffrono di celiachia, non contenendo –nemmeno in tracce – glutine. Sulla cotenna sono presenti i segni e i marchi di garanzia precedentemente illustrati.
Il Prosciutto di San Daniele
UNA COSCIA DI MAIALE PUO' DIVENTARE PROSCIUTTO DI SAN DANIELE SOLO A TRE CONDIZIONI
Innanzitutto l'origine della materia prima. Le cosce devono provenire esclusivamente da maiali allevati in dieci regioni del centro-nord Italia (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria).
In secondo luogo il rispetto della lavorazione ereditata da un'antica tradizione. Poichè è vietata qualsiasi forma di congelamento delle carni le cosce fresche devono raggiungere rapidamente la cittadina del Friuli collinare per essere lavorate ricreando il ritmo naturale delle stagioni, con l'utilizzo del sale marino, senza l'aggiunta di additivi chimici o conservanti.
Infine è necessario che quanto segue avvenga a San Daniele del Friuli. Si potrebbe definire stagionatura, ma in realtà si tratta di qualcosa di più, che attiene al Genius loci della capitale del prosciutto. E' la natura a venire in aiuto. Ci vuole l'aria buona che soffia qui, dove i venti che scendono dalle Alpi Carniche si incontrano con quelli provenienti dall'Adriatico, portando sentori resinosi che si mescolano con quelli salmastri in un ambiente dove umidità e temperatura sono regolati dalle terre moreniche e dalle acque del Tagliamento, uno degli ultimi fiumi europei a conservare il suo corso originario. Il segreto sembrerebbe svelato, racchiuso in un termine tecnico, il microclima, ma per capire il Prosciutto di San Daniele si deve andare più in profondità nella conoscenza del luogo e dell'identità dei suoi abitanti che da sempre si occupano di farlo arrivare sulle nostre tavole.
Ricette e istruzioni per l'uso
Dolce, saporito, gustoso, profumato.
Il prosciutto di San Daniele è perfetto da solo, non chiede altro che un buon pane e un buon vino.
Degustarlo è un’esperienza ineguagliabile: un viaggio negli aromi e nelle suggestioni che resta scolpito nel palato.
Eppure il San Daniele ha un animo generoso.
Può anche condividere il suo sapore, delicato e ricco allo stesso tempo, con il suo tocco.
Abbiamo chiesto a cuochi esperti di svelarci i loro segreti di cucina, in modo che anche voi, a casa vostra, possiate gustare dei piatti veramente speciali.
In compagnia del Prosciutto di San Daniele, naturalmente.
Istruzioni per l'uso
Le caratteristiche organolettiche
Il colore della fetta è rosso rosato nella parte magra, con le striature del grasso intramuscolare, la così detta marezzatura, di colore bianco o bianco-rosato, cosi come nel grasso che ne costituisce il contorno.
L’aroma è delicato e diventa più persistente con il protrarsi della stagionatura (la cui durata minima è di 13 mesi, ma che può arrivare a 16, 18, 24 mesi).
Il sapore è dolce ed equilibrato, la sapidità e gli aromi tipici della carne stagionata si fondono insieme producendo una piacevolissima ed appagante sensazione in bocca.
La consistenza della fetta al palato è particolarmente morbida, tale da poter dire che “si scioglie in bocca”
Come si trova in commercio
Il prosciutto di San Daniele si può trovare in commercio nei seguenti formati:
Intero con osso
Il prosciutto di San Daniele intero con osso è riconoscibile dalla forma esteriore a chitarra e dalla presenza del caratteristico zampino. Di norma il peso di un prosciutto intero
con osso non è mai inferiore a 8,5 chili, anche se è frequente
riscontrare pezzature decisamente superiori. La porzione non coperta dalla cotenna presenta una protezione superficiale esterna denominata “stucco”, composta da grasso di maiale, derivati di cereali (farina), sale e pepe. La maggior parte dei produttori utilizza farina di riso per la preparazione dello stucco: questo rende il prodotto fruibile anche da consumatori che soffrono di celiachia, non contenendo –nemmeno in tracce – glutine. Sulla cotenna sono presenti i segni e i marchi di garanzia precedentemente illustrati.
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L'elenco degli ingredienti visibile nell'etichetta / fotografia del prodotto sopra riportata o nella scheda testuale. Utile in particolare con riferimento alla consultazione dell' Elenco Allergeni come da Regolamento (UE) n.1169/2011
