Le piante di pomodoro Siccagno si coltivano nei terreni dei comuni dell’entroterra Siciliano nelle basse Madonie e specificatamente a Valledolmo, Sclafani Bagni, Alia, Caltavuturo, Castellana Sicula, Polizzi Generosa, Vallelunga, Villalba e Marianopoli. Il pomodoro viene raccolto a mano e lavorato fresco (entro le 24 ore), contiene poca acqua, molta polpa ed un elevato contenuto zuccherino.
Il “Siccagno” presenta una gradazione di rosso molto spiccata, ha un profumo intenso e gradevole ed è parecchio saporito.
Non essendo irrigata la pianta si presenta rustica e produce un numero ridotto di frutti, i quali si caratterizzano per le dimensioni relativamente contenute.
Per la coltivazione “in Siccagno” si utilizzano varietà locali come il Pizzutello (presidio Slow food) e ultimamente anche varietà di piccola pezzatura come il Datterino per la sua adattabilità ai fattori ambientali, climatici e resistenza agli agenti infestanti, il che consente il non ricorso a trattamenti chimici o di sintesi.
Dopo la rotazione agronomica triennale, in grado di arricchire il terreno di microelementi (potassio, fosforo e azoto), nel periodo estivo avviene l’aratura che grazie alle acque piovane il terreno si idrata il più possibile. In primavera, dopo l’erpicatura, avviene il trapianto delle piantine di pomodoro autoctone.
L’esposizione solare relativa all’area di coltivazione esalta le caratteristiche tipiche del pomodoro restituendo un alimento dal basso apporto calorico e ricco di sostanze antiossidanti, importantissime per la salute, come il licopene, il beta-carotene (vitamina A) e la vitamina C.