Dalla vigna alla Cantina. Una sintesi di modernità e tradizione.
Il grande mosaico di terroir delle tenute Firriato arrivato in cantina deve conservare l’identità e l’integrità di ogni sua tessera. La viticoltura attenta e scrupolosa, base fondamentale per generare vini di classe superiore, centrata sulla selezione dei territori viticoli e sulla conseguente selezione e cura delle varietà impiantate, ci consegna un quadro articolato e ben differenziato.
Firriato si è fatto custode di un patrimonio ampelografico senza equali in Sicilia. Questo marchio storico del vino dell’isola ha avuto il compito di preservare con premura, vendemmia dopo vendemmia, l’eccellenza di una materia prima che, per qualità e complessità organolettica, non ha eguali. Il ritmo produttivo della cantina richiede un’organizzazione efficiente di tutte le operazioni per interpretare al meglio i tanti autoctoni (Nero d’Avola, Catarratto, Grillo, Inzolia, Nerello Mascalese, Perricone, Frappato, Nerello Cappuccio, Zibibbo, Carricante) e i vitigni internazionali (Cabernet souvignon, Cabernet Franc, Syrah, Merlot, Chardonnay) che compongono l’ampio ventaglio varietale di Firriato.
Le epoche di vendemmia, da suolo a suolo, possono variare di diversi giorni sulla stessa varietà ed in Cantina, ogni partita di uva, viene lavorata a parte garantendo una perfetta tracciabilità dal vigneto alla bottiglia. Organizzazione dei tempi di raccolta dei grappoli, osservazione e cura dei particolari, ma anche tanta tecnologia e professionalità, questi sono gli ingredienti principali che l’azienda Firriato impiega per non perdere nulla di quella poli-territorialità dell’ eccellenza viticola siciliana, di cui si è fatta interprete – autorevole e credibile - in tutto il mondo. Il personale specializzato, le strutture di trasformazione all’avanguardia, la tecnologia del freddo e le adeguate capienze dei vasi vinari, sono tutti quanti ordinati secondo un disciplinare di produzione cucito su misura per dare vita a vini di territorio, dalla personalità ben definita, coerenti con una filosofia produttiva attenta a non disperdere l’identità enoica della Sicilia del buon bere.
Rivolgendo la direzione del nostro sguardo indietro, verso la vigna, per enumerare insieme alle etichette le loro tenute d’origine, nell’agro di Trapani, scopriremo in Baglio Soria un contesto produttivo di prim’ordine. In questa tenuta di famiglia prendono vita “l’internazionale” Camelot e i Santagostino, mentre a Borgo Guarini, nella più esteta tra le Tenute agricole di Firriato nascono le etichette Harmonium, gli Altavilla e il dolce L’Ecrù. Sempre nel trapanese, a Pianoro Cuddìa hanno origine, da vitigni unicamente autoctoni, il prodigioso Ribeca e i due Quater Bianco e Rosso. Nella tenuta di Dagala Borromeo, da varietà anche qua unicamente autoctone, vengono prodotti Chiaramonte Ansonica e Chiaramonte Nero d’Avola. Dall’altra parte della Sicilia nel territorio di Castiglione di Sicilia, nella tenuta agricola di Cavanera, dai vitigni principe del vulcano, vengono prodotti i due Etna DOC bianco e rosso e i due Cavanera DOC bianco e rosso.