Il Monte Netto
Partendo da Brescia e dirigendosi verso sud lungo la strada Quinzanese nessuno si aspetterebbe di ritrovarsi a costeggiare una collina in pianura già inoltrata.
Questo è il Monte Netto, una collina argillosa di origine alluvionale che raggiunge al massimo i 170 metri.
Coltivato sin dall’epoca Medievale esso forniva il vino necessario agli abitanti della vicina città di Brescia.
Oggi il Monte Netto, recentemente identificato come Parco Agricolo Regionale, è una delle più piccole realtà della viticoltura bresciana ed italiana. Fondamentale è la coltivazione della sua uva principe: Il Marzemino del Monte Netto.
La famiglia Lazzari
La storia della famiglia Lazzari si intreccia con quella del Monte Netto a partire dalla fine dell’ Ottocento, quando Pasquale Lazzari, nonno degli attuali proprietari-viticoltori Giovanni e Dario, ereditò dalla zia un appezzamento di terra che nel giro di cinquant’anni sarebbe stato inglobato nell’allora minuscolo paese di Capriano del Colle.
Pasquale, con l’aiuto di altri compaesani, decise di costruirvi un cascinale che da lì in poi sarebbe stato la residenza della famiglia Lazzari. Durante i lavori decise di scavare nel terreno una piccola cantina in cui poté iniziare a produrre del vino per l’autoconsumo.
La stessa strada venne seguita dal figlio Michele detto Fausto che continuò a produrre vino come il padre gli aveva insegnato e iniziò a condividerlo con altri amici e parenti aumentando leggermente l’estensione dei possedimenti. Nel 1993 Fausto cedette la conduzione dell’azienda ai figli Giovanni e Dario che ne iniziarono l’ammodernamento estirpando i vecchi impianti a Pergola Bresciana sostituendoli con i più qualitativi Guyot e Cordone Speronato, allargarono la cantina di vinificazione e iniziarono la produzione di vini a denominazione Capriano del Colle D.O.C. e Montenetto di Brescia I.G.T. . Nel 2005 per migliorare l’accoglienza in cantina venne creata la Sala Degustazioni e venne eretta la torre diventata ormai simbolo della cantina. Dal 2010 l’Azienda Agricola Lazzari è autosufficiente dal punto di vista energetico grazie all’impianto fotovoltaico installato per abbattere l’incidenza della cantina sul territorio circostante. Ora la cantina scavata dal nonno Pasquale viene utilizzata per lo stoccaggio delle bottiglie di Spumante Metodo Classico in maturazione sui lieviti, ma la passione di famiglia continua ad essere presente nel vecchio cascinale.
Filosofia Aziendale
In una nicchia vitivinicola come quella del Capriano del Colle D.O.C., da sempre identificata dai consumatori come zona di vini senza una particolare caratterizzazione, la vera sfida è produrre vino che rivoluzioni questa tendenza e dimostri al pubblico le potenzialità di una D.O.C. poco valorizzata. È questa l’idea con cui Giovanni e Dario Lazzari orientarono la produzione a partire dal 1993 (anno in cui presero in mano le redini della cantina di famiglia).
Fu così che dopo qualche anno di intensi sforzi, giunse il primo riconoscimento per la cantina e per il Monte Netto: il premio Douja d’Or 1997 per il Capriano del Colle Bianco Lazzari.
Il raggiungimento di questi obiettivi è stato possibile facendo leva sulla coltivazione diretta dei fondi, la quale permette un numero elevato di lavorazioni per l’aumento della qualità senza però andare ad incidere sui costi di produzione della bottiglia. Naturalmente la stessa filosofia viene utilizzata per i processi di vinificazione.
Altri punti fondamentali nella filosofia aziendale sono la completa trasparenza con il pubblico (le porte della cantina infatti sono sempre aperte a chiunque voglia visitarla) e la limitazione dell’impatto ambientale della cantina (attraverso politiche di utilizzo di energie rinnovabili - La cantina al momento è energeticamente indipendente dalle fonti tradizionali - , politiche di limitazione di utilizzo dei fitofarmaci in vigna e politiche di forte incentivazione del fogliame al fine di smaltire buona parte della CO2 prodotta.