Marchio: Franco Conterno
Formato : 0.75
Gradazione : gradazione 12,5%
Il vitigno
Esclusivamente Uve di Nebbiolo, nelle sottovarietà Lampia, Rosè e Michet. Il Nebbiolo è considerato il più nobile vitigno d'Italia ed è così denominato da una parte perchè le zone nelle quali è coltivato sono avvolte nelle nebbie autunnali, dall'altra per l'aspetto degli acini, ricoperti da una leggera pruina biancastra. A base di uva Nebbiolo si produce anche il famoso Barolo.
Caratteristiche
Il Barbaresco ha caratteristiche simili a quelle del Barolo, ma al suo confronto è ritenuto un vino meno austero, meno tannico e meno imponente, d'altra parte più "gentile" e raffinato.
Aspetto: Rosso granato con riflessi di arancione.
Profumo: Il profumo caratteristico del Barbaresco è etereo, gradevole, intenso, con squisito retrogusto di violetta o rosa. Con l'invecchiamento si aggiungono sentori più complessi di terra, erbe, tartufo e liquirizia.
Gusto: Il gusto è asciutto, pieno, robusto, austero ma vellutato e armonico.
Gradazione alcolica: Gradazione alcolica minima complessiva di 12,5°.
Età ottimale: Il vino deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno due anni, di cui uno in botti di rovere o di castagno. Il Barbaresco sottoposto ad un periodo di invecchiamento non inferiore a quattro anni può portare come specificazione aggiuntiva la dizione "riserva".
Calice e servizio: Per servire utilizzare un bicchiere panciuto ed ampio. Temperatura di degustazione ideale compresa tra 18°-20°C, stappando la bottiglia una o due ore prima di servire.
Abbinamento con i cibi: È considerato tra i migliori vini italiani da arrosto, ma si accompagna bene anche a selvaggina, pollame, brasati e formaggi stagionati o piccanti. Il Barbaresco si abbina bene a primi piatti ricchi e potenti, a base di tartufo bianco e funghi porcini.
Cenni storici
Nella storia Barbaresco, già ai tempi dell'impero romano, era un punto strategicamente importante, posto in cima ad una collina, ottima zona di osservazione e sicuro rifugio da attacchi dei nemici. Proprietario del castello e delle vigne circostanti divenne, dopo varie successioni, un enologo d'indiscusso valore, Domizio Cavazza. Il rigore tecnico e scientifico di Cavazza, direttore della Scuola Enologica di Alba a fine 1800, ha dato il via alla valorizzazione del vino Barbaresco, un vino che deriva dal vitigno Nebbiolo.
Formato : 0.75
Gradazione : gradazione 12,5%
Il vitigno
Esclusivamente Uve di Nebbiolo, nelle sottovarietà Lampia, Rosè e Michet. Il Nebbiolo è considerato il più nobile vitigno d'Italia ed è così denominato da una parte perchè le zone nelle quali è coltivato sono avvolte nelle nebbie autunnali, dall'altra per l'aspetto degli acini, ricoperti da una leggera pruina biancastra. A base di uva Nebbiolo si produce anche il famoso Barolo.
Caratteristiche
Il Barbaresco ha caratteristiche simili a quelle del Barolo, ma al suo confronto è ritenuto un vino meno austero, meno tannico e meno imponente, d'altra parte più "gentile" e raffinato.
Aspetto: Rosso granato con riflessi di arancione.
Profumo: Il profumo caratteristico del Barbaresco è etereo, gradevole, intenso, con squisito retrogusto di violetta o rosa. Con l'invecchiamento si aggiungono sentori più complessi di terra, erbe, tartufo e liquirizia.
Gusto: Il gusto è asciutto, pieno, robusto, austero ma vellutato e armonico.
Gradazione alcolica: Gradazione alcolica minima complessiva di 12,5°.
Età ottimale: Il vino deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno due anni, di cui uno in botti di rovere o di castagno. Il Barbaresco sottoposto ad un periodo di invecchiamento non inferiore a quattro anni può portare come specificazione aggiuntiva la dizione "riserva".
Calice e servizio: Per servire utilizzare un bicchiere panciuto ed ampio. Temperatura di degustazione ideale compresa tra 18°-20°C, stappando la bottiglia una o due ore prima di servire.
Abbinamento con i cibi: È considerato tra i migliori vini italiani da arrosto, ma si accompagna bene anche a selvaggina, pollame, brasati e formaggi stagionati o piccanti. Il Barbaresco si abbina bene a primi piatti ricchi e potenti, a base di tartufo bianco e funghi porcini.
Cenni storici
Nella storia Barbaresco, già ai tempi dell'impero romano, era un punto strategicamente importante, posto in cima ad una collina, ottima zona di osservazione e sicuro rifugio da attacchi dei nemici. Proprietario del castello e delle vigne circostanti divenne, dopo varie successioni, un enologo d'indiscusso valore, Domizio Cavazza. Il rigore tecnico e scientifico di Cavazza, direttore della Scuola Enologica di Alba a fine 1800, ha dato il via alla valorizzazione del vino Barbaresco, un vino che deriva dal vitigno Nebbiolo.
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