Recentemente l’Italia ha visto i propri
muretti a secco essere nominati patrimonio dell’umanità dall’
Unesco.
Inseriti nell’albo in qualità di elementi capaci di incorporare l’armonia tra uomo e natura, inoltre sono allo stesso tempo un’opera di prevenzione contro il dissesto idrogeologico.
Si tratta di una vera a propria arte, per cui è necessaria una commistione di conoscenze scientifiche specifiche in materia geologica, di architettura e anche ingegneria.
Un progetto che è particolarmente diffuso in
Valtellina,
Puglia,
Pantelleria e
Costiera Amalfitana, dove la collaborazione tra cantine e lavoratori da altri settori ha mostrato, di nuovo, come la bottiglia di
vino sia solo la punta di un insieme molto più complesso e ricco di storia, cultura ed emozioni.