Le Macchiole si trova a Bolgheri, nella costa degli Etruschi, a circa 100 chilometri sud di Firenze e a 5 chilometri dal mare. L’origine del borgo di Bolgheri è medievale e la sua notorietà è legata a Giosuè Carducci che, in Davanti San Guido, ne canta il viale di cipressi.
Le Macchiole è una storia di uomini che ascoltano la terra per ottenere grandi vini. L’azienda nasce a Bolgheri nel 1983 dal desiderio di Eugenio Campolmi di avvicinarsi alla natura e sentire la vigna sulla pelle.
Lascia quindi l’attività di famiglia e, con la moglie Cinzia Merli, decide di intraprendere un progetto rivoluzionario per Bolgheri, area allora non conosciuta come oggi.
L’ idea è partire dal vigneto, investire tutto sulla ricerca e sulla sperimentazione, anche di varietà poco usate nel territorio, e dimostrare che aziende di piccole dimensioni possono contribuire a rendere grande un territorio. Alla vigna vengono dedicate le maggiori attenzioni, tanto che passano alcuni anni prima che si decida di realizzare la cantina. Inizialmente in pochi ettari si concentrano tante varietà e tutte le energie di Cinzia e Eugenio, poi, a poco a poco, prende corpo l’azienda come si presenta oggi. All’inizio è Eugenio, con le sue intuizioni, a determinare tutte le scelte, ma nel 1991 si aggiunge un nuovo importante tassello: inizia la collaborazione con Luca D’Attoma, allora enologo alle prime esperienze ma dotato di grande talento.
Si instaura subito un feeling speciale ed entrambi condividono il progetto: realizzare un vino originale, fuori dagli schemi, per esaltare le caratteristiche del territorio. Partono allora le nuove sperimentazioni. Si studiano le densità di impianto, da poche migliaia di ceppi a ettaro si passa a 7000 per poi, a distanza di soli tre anni, arrivare a 10.000. Si vinifica in purezza il Cabernet Franc, si sperimentano nuove varietà, come il Syrah, progetto che sarà protagonista di una vera e propria rivoluzione che si concretizzerà con la nascita del vino Paleo. Questo vitigno che sarà oggetto, quindi, di discussioni, confronti accesi, scelte sofferte ma anche grandi soddisfazioni. Con l’impegno e la determinazione, Eugenio conquista la stima dei grandi nomi del territorio ma, nel momento in cui inizia a raccogliere i frutti di tanto lavoro, scompare tragicamente.
Cinzia, fino ad allora silenziosa presenza, prende le redini dell’azienda.
Tutto è per lei nuovo ma le idee sono chiare e, a poco a poco, imprime la propria personalità. Crea una squadra di giovani innamorati del proprio mestiere, lavora sui punti che, a suo avviso, non la soddisfano, si mette in discussione pur mantenendo continuità con il passato. I risultati non si fanno attendere. Nel 2008 il Messorio, Merlot in purezza, definito da lei “il figlio perfetto”, ottiene i 100 punti Wine Spectator. E’ la conferma del lavoro fatto, ma anche un nuovo stimolo a lavorare sempre meglio. Oggi i vini Le Macchiole sono 5:, Paleo Rosso, Messorio, Scrio, Bolgheri Rosso e Paleo Bianco. Ognuno è dotato di una personalità diversa, ognuno espressione di una vocazione del territorio, ognuno frutto del rispetto del vigneto e di chi ci lavora.