Laura Maria Berti è subentrata nel 2001 alla precedente proprietà, procedendo ad una profonda riqualificazione dell’azienda – che conta 15 ettari di superficie coltivata complessiva- accentuandone progressivamente la caratteristica di uliveto specializzato destinato a produzioni selezionate.
L’uliveto preesistente, costituito prevalentemente da cultivar leccino e frantoio, insiste su poco meno di 6 ettari, occupati da 1.500 piante a vaso cespugliato. Esso è stato dotato di impianto irriguo di soccorso ed indirizzato, con amorevole tenacia e la preziosa assistenza del dott. Claudio Cantini, ricercatore presso l’Istituto sulla Propagazione delle Specie Legnose del Consiglio Nazionale delle ricerche e responsabile dell’azienda agraria sperimentale C.N.R. di Follonica, alla produzione di due monocultivar che costituiscono l’attuale selezione aziendale e di un blended – Le Radici, l’espressione più tradizionale dell’Olio Toscano.
Nel corso del 2004 l’Azienda ha messo a dimora ulteriori 1.100 piante dotate di impianto irriguo, suddivise nelle tipiche cultivar toscane: 700 piante di frantoio e 400 piante di leccino, che andranno pienamente in produzione solo nel 2008.
Il database impostato dall’Azienda consente non solo la tracciabilità del prodotto finale rispetto alle piante di origine, ma anche il monitoraggio della loro produttività, come anche la valutazione dell’evoluzione dei riferimenti organolettici del prodotto finale rispetto alle variabili di gestione.
Nella campagna olearia in corso, l’azienda ha raccolto 110 q.li di olive per una produzione di olio extravergine che è stata di 1600 litri.
Solo la parte specificatamente selezionata di questo raccolto – tutto rigorosamente brucato a mano dalla pianta in epoca precoce e la cui frangitura con metodo continuo avviene nelle 12 ore dalla raccolta medesima – è destinata all’imbottigliamento, che viene effettuato dopo la filtrazione con conservazione del prodotto sotto gas inerte.
La naturale evoluzione dell’Azienda non può non contemplare la realizzazione di un frantoio con il quale porre sotto controllo e sperimentazione anche la fase di trasformazione finale del prodotto.