È da quattro generazioni che il nome della famiglia Recca è legato alla lavorazione artigianale del pesce di Sicilia. La menzione alla longevità dell'azienda non è solo un vantoche di per sè garantisce l'affidabilità e la qualità dei suoi prodotti, ma è necessaria per capire l'amore per la tradizione che Agostino Recca mantiene inalterato da quasi un secolo. Un valore che nel corso dei decenni si è conservato pur accostandosi ad una crescita costante dei volumi di produzione e della domanda dei consumatori più esigenti.
L’inalterata artigianalità dei metodi di lavorazione perseguiti dall’azienda si è rivelata nel tempo un ideale vincente: lo testimonia il sempre più alto apprezzamento per i prodotti Agostino Recca da parte dei mercati nazionali e internazionali.
Quella che negli anni '30 nasceva come una piccola ditta a gestione familiare è oggi una delle più grandi e consolidate realtà nella produzione di conserve ittiche in Italia. Un traguardo che deve i suoi meriti non solo alla qualità della fonte del pescato altamente selezionato, controllato e di provenienza esclusivamente mediterranea, ma anche al rispetto della sua lavorazione che ancora oggi avviene secondo antichi metodi che assicurano una qualità prestigiosa e l'inalterata freschezza del prodotto finale.
ENERGIA CHE MIGLIORA LA VITA
La Agostino Recca Conserve Alimentari, in linea con la propria politica aziendale orientata verso uno sviluppo sostenibile, ha realizzato nel mese di Maggio 2012 un impianto fotovoltaico con una potenza nominale di 50 kWp sulla copertura del proprio stabilimento.
L’impianto, con una produzione stimata di 70.000 kWh/anno, opererà in regime di "Scambio sul Posto" con il GSE (Gestore dei Servizi Energetici), garantendo alla Società la copertura del proprio fabbisogno con sensibile riduzione della bolletta elettrica e conseguente risparmio economico.
A beneficiarne è anche l’ambiente, infatti, considerata una vita media utile dell’impianto pari a 25 anni, si avrà una produzione di energia elettrica complessiva pari a 1.750 MWh corrispondenti a 327 Tonnellate Equivalenti di Petrolio (TEP) non bruciate e 770 tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera.