Marchio: Pasta Benedetto Cavalieri
Formato : 500g
Già dal 1800 la Famiglia Cavalieri era dedita alla coltivazione del grano duro in terre “vocate” nel centro della Puglia. La crisi agraria successiva all’Unità d’Italia non assicura più alla Famiglia la tradizionale agiatezza; da qui la necessità di avventurarsi, prima nel commercio di quel grano in terre lontane, poi nella costruzione di macine studiate per ottenere la migliore molitura del grano duro. E’ nel 1872 che Andrea Cavalieri inizia questa attività commerciale.
Con il patrimonio di esperienze nella coltivazione e molitura del grano duro, ereditate dal padre, Benedetto Cavalieri inaugura, nel 1918, il “MOLINO E PASTIFICIO BENEDETTO CAVALIERI” progettati espressamente per produrre pasta di qualità con il grano duro “fino selezionato” delle soleggiate colline di Puglia e Basilicata
La pasta Benedetto Cavalieri è rinomata nel mondo per:
- la rigorosa selezione delle materie prime che crescono in terreni vocati soprattutto nelle colline di Puglia e Basilicata; il grano è coltivato senza il massiccio e consueto uso di fertilizzanti chimici che aumentano le rese a scapito della qualità;
- il metodo di lavorazione definito “DELICATO”: prolungata impastatura, lenta gramolatura, pressatura e trafilatura al bronzo ed essiccazione a bassa temperatura.
Tutto questo permette di custodire il sapore tipico, assicurare una consistenza assolutamente naturale e una grande permeabilità ai condimenti. Il “Metodo Delicato”, infine, garantisce la completa conservazione dei preziosi valori nutritivi del buon grano duro;
la passione, la cura e la continua ricerca della massima qualità, che la Famiglia Cavalieri si tramanda di generazione in generazione.
Formato cilindrico alto ca. 22 mm costituito da una corona circolare (Ø 25 mm) collegata al mozzo (Ø 6 mm) da 6 raggi (di 9 mm). Corona, mozzo e raggi hanno 3 spessori differenti che conferiscono alla masticazione quella particolare sensazione paragonabile all’insieme della mollica e della crosta del buon pane; sensazione molto apprezzata dai palati fini.
Le “ruote pazze” sono così chiamate nella tradizione salentina perchè non perfettamente circolari. Dopo la cottura, tuttavia, non si schiacciano come accade per i rigatoni e i paccheri ma restano ben tese, consentendo al condimento di penetrare liberamente all’interno e di restarci.
Con il metodo di lavorazione “delicato” otteniamo un “tessuto”, così come si vede nella figura, capace di “aprirsi” per un perfetto amalgama con il condimento.
Nel nostro stabilimento la trafila delle “ruote pazze” è presente già in un inventario datato 1938. Le “ruote pazze” sin dall’origine hanno avuto un successo, mai interrotto, in Italia e all’estero e sono presenti nei menù di molti ristoranti anche tra i più blasonati del mondo.
Ricetta: Ruote Pazze Cavalieri con salamina Berlinghetto, rigatino La Cinta di Guido e funghi
Mettete in pentola aglio di Nubia con 2 cucchiaio di olio extravergine Gran Cru
Frantoio Franci, aggiungete la salamina Al Berlinghetto a pezzetti, il rigatino La
Cinta di Guido tagliato a dadini, fate cuocere a fuoco vivo per circa 10 minuti,
bagnate con il vino bianco e lasciate evaporare.
Aggiungete la salsa di pomodoro Biocolomini, e funghi porcini tagliati a fettine ,
continuatela cottura per altri 10 minuti.
Portate ad ebollizione abbondante acqua , salate calate le ruote pazze Benedetto
Cavalieri e cuocete per 11 minuti, scolate e mettete tutto in padella, fate saltare
1 minuto. Impiattate e aggiungete a piacere un filo d,olio extravergine a crudo e
parmigiano grattugiato o ricotta salata a scaglie
Vino consigliato Foho Chianti Classico Borgo Casa Al Vento
Formato : 500g
Già dal 1800 la Famiglia Cavalieri era dedita alla coltivazione del grano duro in terre “vocate” nel centro della Puglia. La crisi agraria successiva all’Unità d’Italia non assicura più alla Famiglia la tradizionale agiatezza; da qui la necessità di avventurarsi, prima nel commercio di quel grano in terre lontane, poi nella costruzione di macine studiate per ottenere la migliore molitura del grano duro. E’ nel 1872 che Andrea Cavalieri inizia questa attività commerciale.
Con il patrimonio di esperienze nella coltivazione e molitura del grano duro, ereditate dal padre, Benedetto Cavalieri inaugura, nel 1918, il “MOLINO E PASTIFICIO BENEDETTO CAVALIERI” progettati espressamente per produrre pasta di qualità con il grano duro “fino selezionato” delle soleggiate colline di Puglia e Basilicata
La pasta Benedetto Cavalieri è rinomata nel mondo per:
- la rigorosa selezione delle materie prime che crescono in terreni vocati soprattutto nelle colline di Puglia e Basilicata; il grano è coltivato senza il massiccio e consueto uso di fertilizzanti chimici che aumentano le rese a scapito della qualità;
- il metodo di lavorazione definito “DELICATO”: prolungata impastatura, lenta gramolatura, pressatura e trafilatura al bronzo ed essiccazione a bassa temperatura.
Tutto questo permette di custodire il sapore tipico, assicurare una consistenza assolutamente naturale e una grande permeabilità ai condimenti. Il “Metodo Delicato”, infine, garantisce la completa conservazione dei preziosi valori nutritivi del buon grano duro;
la passione, la cura e la continua ricerca della massima qualità, che la Famiglia Cavalieri si tramanda di generazione in generazione.
Formato cilindrico alto ca. 22 mm costituito da una corona circolare (Ø 25 mm) collegata al mozzo (Ø 6 mm) da 6 raggi (di 9 mm). Corona, mozzo e raggi hanno 3 spessori differenti che conferiscono alla masticazione quella particolare sensazione paragonabile all’insieme della mollica e della crosta del buon pane; sensazione molto apprezzata dai palati fini.
Le “ruote pazze” sono così chiamate nella tradizione salentina perchè non perfettamente circolari. Dopo la cottura, tuttavia, non si schiacciano come accade per i rigatoni e i paccheri ma restano ben tese, consentendo al condimento di penetrare liberamente all’interno e di restarci.
Con il metodo di lavorazione “delicato” otteniamo un “tessuto”, così come si vede nella figura, capace di “aprirsi” per un perfetto amalgama con il condimento.
Nel nostro stabilimento la trafila delle “ruote pazze” è presente già in un inventario datato 1938. Le “ruote pazze” sin dall’origine hanno avuto un successo, mai interrotto, in Italia e all’estero e sono presenti nei menù di molti ristoranti anche tra i più blasonati del mondo.
Ricetta: Ruote Pazze Cavalieri con salamina Berlinghetto, rigatino La Cinta di Guido e funghi
Mettete in pentola aglio di Nubia con 2 cucchiaio di olio extravergine Gran Cru
Frantoio Franci, aggiungete la salamina Al Berlinghetto a pezzetti, il rigatino La
Cinta di Guido tagliato a dadini, fate cuocere a fuoco vivo per circa 10 minuti,
bagnate con il vino bianco e lasciate evaporare.
Aggiungete la salsa di pomodoro Biocolomini, e funghi porcini tagliati a fettine ,
continuatela cottura per altri 10 minuti.
Portate ad ebollizione abbondante acqua , salate calate le ruote pazze Benedetto
Cavalieri e cuocete per 11 minuti, scolate e mettete tutto in padella, fate saltare
1 minuto. Impiattate e aggiungete a piacere un filo d,olio extravergine a crudo e
parmigiano grattugiato o ricotta salata a scaglie
Vino consigliato Foho Chianti Classico Borgo Casa Al Vento
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Le Ruote pazze Cavalieri si possono condire e passare nel forno o rischio di scuocerle.
Domanda posta da: Renza
29/10/2013)
Categoria/Argomento -
Conoscevo la Pasta Cavalieri per avere comprato ancora gli spaghetti da 52 cm e i Paccheri ,ma non conoscevo le ruote pazza del Pastificio Benedettto Cavalieri ., Un formato particolare ,ma che tiene perfettamente la cottura ,raccoglie bene i sughi e ho apprezzato molto . Secondo voi si possono fare al forno con melanzane ,polpettine e pomodoro ,in sostituzione dei classici anellini palermitani.
Domanda posta da: Mariù
26/09/2013)
Categoria/Argomento
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L'elenco degli ingredienti visibile nell'etichetta / fotografia del prodotto sopra riportata o nella scheda testuale. Utile in particolare con riferimento alla consultazione dell' Elenco Allergeni come da Regolamento (UE) n.1169/2011
