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Presentazione Carnaroli

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Quale modo migliore per augurare a tutti voi un buon Halloween di un risotto alla zucca tutto italiano preparato con le nostre mani? Riso carnaroli principato di Lucedio*, zucca Mantovana, Guanciale di Cinta senese de La Cinta di Guido e Mandorle d’Avola tostate di Nama Mandorle#. Dalla dolcezza della zucca al gusto deciso del guanciale, con la nota tostata e la croccantezza della mandorla di Avola, il tutto ovviamente con alla base un Riso Carnaroli Italiano di grandissima qualità artigianale come quello del Principato di Lucedio.
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Semplice ma gustoso, il risotto del giorno è gorgonzola dop, Speck del Trentino Cavalier Umberto Boschi e Pistacchi Sgusciati Sicilia - Nama Mandorle direttamente dalle pendici dell’Etna. Il leitmotiv è lo stesso: ingredienti di ottima qualità, anche senza lavorazioni particolari, possono portare ad un risultato finale di buon livello. &8232;Partendo dalla base con il riso acquerello carnaroli, l’ideale per risotti, la morbidezza del gorgonzola in mantecatura si bilancia perfettamente al gusto deciso e sapido dello speck#, con l’oro verde della Sicilia a chiudere il piatto con il caratteristico sapore intenso.
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Trasferire i sapori di una ricetta tradizionale in altri piatti reinterpretandola è una strategia quasi sempre vincente. Come lo è per il risotto Acquerello - Riso Carnaroli alla parmigiana di melanzane, dove la salsa di pomodoro viene sostituita dai pomodorini di Pachino confit, la melanzana viene affumicata e successivamente saltata in padella con un filo d’olio evo. Frullando la mozzarella fiordilatte (o anche mozzarella di bufala se preferite), con l’aggiunta di poco latte se necessario, si ottiene una crema con cui mantecare il risotto, mentre il basilico viene prima sbollentandolo velocemente, quindi in acqua e ghiaccio, ed infine frullato con olio ed un goccio d’acqua per ottenere un’emulsione.
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Gli amanti della cucina, del cibo, quello autentico, di qualità, sano ed eticamente sostenibile avranno sicuramente già sentito ed assaggiato Acquerello - Riso Carnaroli. Una storia che nasce nel 1400, da una semplice ostello per viandanti a Colombara, in provincia di Vercelli, un territorio da sempre vocato alla coltivazione di riso. Cosa rende il riso acquerello unico? I fattori principali sono tre: la lavorazione ad elica, un metodo complesso ma poco invasivo, che consente la perfetta pulizia del chicco conservando allo stesso tempo l’integrità di ogni chicco. L’invecchiamento di un anno di questo riso italiano in silos aiuta la stabilizzazione degli amidi, così che non si disperdano in cottura aumentando l’assorbimento del condimento. Infine, ma fondamentale, la reintegrazione della gemma, ovvero la parte con i migliori nutrienti, che normalmente viene separata dal chicco. Acquerello, grazie ad anni di ricerca, ha trovato un metodo con cui reintegrarla, ottenendo il gusto del riso carnaroli unito al valore nutrizionale del riso integrale.
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Alcuni classici sono destinate a rimanere nella storia culinaria lasciando un segno indelebile, possono essere certamente reinterpretati, riproposti in altre vesti, ma sono i sapori che ne fanno parte il vero segreto. Ci sentiamo di poter inserire in questa cerchia il risotto alla milanese con ossobuco, ricetta simbolo del capoluogo Lombardo i cui sapori si stringono in una perfetta armonia di cui diamo la nostra versione: partendo da un buon brodo di carne che esalti la delicatezza del Acquerello - Riso Carnaroli e dello zafferano (Zafferano in pistilli 1gr. Principato di Lucedio), il gusto pieno ed avvolgente di ossobuco e midollo, cotti con un trito di acciughe che aggiunge sapidità, contrastato dalla buccia di Limoni Siciliani Di Ribera - Az. Agricola Guarragi (vero tocco segreto di questo piatto, per il nostro palato). Da servire rigorosamente all’onda, mantecato con Parmigiano Reggiano Vacche Rosse 30 mesi e Burro - Beppino Occelli ben ghiacciato.
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Se siete in cerca di una ricetta da provare eccovi un suggerimento: Risotto con pesto fresco alla genovese, Patate italiane della Sila, Cavolfiore Romano, Mandorle Siciliane Sgusciate e Pelate - Nama Mandorle e Olive taggiasche denocciolate - Pexto. Riso Carnaroli Principato di Lucedio accompagnato dal classico abbinamento pesto e patate, la dolcezza del broccolo romano che viene contrastata dal sapore forte e pungente delle olive taggiasche ed infine un tocco di croccantezza dato dalle mandorle tostate. Una ricetta con ingredienti al 100% Made in Italy e genuini che, grazie ai loro sapori ben bilanciati, vanno a formare un piatto gustoso ed equilibrato.
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Nonostante la pianta provenga dall’estremo oriente, nei secoli l’Italia ha sviluppato un forte legame con il riso, a tal punto da renderne una delle sue specialità nell’interpretazione del risotto. Quali sono dunque le origini storiche di questa contaminazione? La risposta si trova a Vercelli, precisamente nell’abbazia di Lucedio, dove i frati nel 400’ introdussero per la prima volta la coltivazione del riso in Italia. L’azienda agricola Principato di Lucedio è dunque il produttore del primo riso italiano, un retaggio che ha permesso lo sviluppo di un prodotto di qualità eccezionale, derivato da un processo eco sostenibile dal basso impatto ambientale. Le varietà di riso coltivate sono le più disparate, frutto di ricerca, esperienza e sperimentazione, dai classici carnaroli, vialone nano, Riso Baldo Principato di Lucedio a quelli più particolari come riso venere, rosso Ermes, basmati, la varietà selenio per sushi e molti altri.
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Quando si parla di cucina italiana il risotto non può mancare all’appello. Un piatto gustoso, d’impatto e allo stesso momento sostanzioso, ma che riserva diverse insidie nella preparazione, quali sono dunque i segreti per un buon risotto? Alla base c'è sicuramente la scelta di buona materia prima, quindi il riso che deve essere un Carnaroli, che va tostato al punto giusto prima di essere coperto dal brodo ed infine la mantecatura con burro direttamente dal freezer, così che il forte shock termico faccia montare il risotto e gli dia la giusta cremosità. Per il risotto alle vongole in foto abbiamo utilizzato Riso Carnaroli Principato di Lucedio direttamente dalle più antiche risaie Piemontesi, vongole veraci fresche del Mediterraneo, il Burro - Beppino Occelli noto nel mondo della gastronomia mondiale per la sua qualità ed infine i Pistacchi di Sicilia crudi e sgusciati - Azienda Agricola Fastuchera tritati e tostati come guarnizione.
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Oggi vi andremo a presentare uno dei più grandi classici della cucina del Nord Italia: sua maestà il Risotto alla Milanese. la leggenda narra che la nascita di questo piatto risalga al 1574. Infatti era stato creato durante un banchetto nuziale quasi come una sorta di scherzo dovuto alla passione del padre della sposa, un famoso pittore di origine Fiamminga, per il colore giallo. Ma sorprendentemente tutti gli ospiti finirono per innamorarsi di questa insolita combinazione. Ora vi daremo la nostra personale ricetta. Ingredienti: Riso Carnaroli Principato di Lucedio, Zafferano di San Gimignano - IL Vecchio Maneggio, osso buco di vitello, Burro - Az. Agricola Frascio, vino bianco, brodo di carne (in questo caso abbiamo usato quello ottenuto dal bollito cucinato il girono precedente), Parmigiano Reggiano DOP, farina, Sale Marino Fine Integrale Raccolto a Spalla - Cuordisale - Salinagrande Per prima cosa tritare della cipolla bianca e metterla in padella con del burro, quando sarà dorata aggiungere gli ossibuchi e farli rosolare da entrambi i lati. Successivamente sfumare con del vino bianco alzando la fiamma per far evaporare l'alcol finché non sarà ridotto, quindi aggiungere del brodo di carne e cuocere per un'ora e mezza circa. Porre della cipolla tritata e del burro in una pentola a soffriggere, aggiungere il riso per farlo tostare per 1\2 minuti. Bagnare con il brodo di carne e far cuocere per il tempo indicato sulla confezione. Unire lo zafferano solo verso la fine. Mantecare con del burro e parmigiano, infine prendere un piatto fondo, porre il riso alla base appiattendolo ed in cima un ossobuco.
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Il Principato di Lucido può vantare una storia quasi millenaria. Fu fondato nel 1123 dai monaci Cistercensi che furono i primi ad introdurre la coltivazione del riso. La produzione del riso è interamente a basso impatto ambientale ed il confezionamento in atmosfera protetta garantisce la freschezza e la qualità del prodotto. Dal momento che il carnaroli è il riso più adatto ai risotti, vi daremo una ricetta di un risotto dal sapore estivo: Risotto con gamberi, zucchine e burrata. Ingredienti: Riso Carnaroli Principato di Lucedio, gamberi, Burrata pugliese - Caseificio Voglia di Latte, zucchine, cipolla, pomodorini, vino bianco, Burro - Az. Agricola Frascio, Olio Extravergine di Oliva Bio - Adamo. Per prima cosa pulire i gamberi e mantenere le teste per fare una bisque. Far saltare le teste di gamberi in una pentola con della cipolla e dei pomodorini per 1\2 minuti quindi aggiungere acqua fredda. Tagliare le zucchine in piccoli cubetti e farle saltare in padella con dell'olio evo. In un'altra pentola far rosolare della cipolla tritata fino con dell'olio evo e quindi tostare il riso, quando il riso sarà tostato sfumare con del vino bianco fino a quando non evapora ed infine aggiungere la bische. Aggiungere 1\2 mestoli di bische alla volta, il riso non deve essere sommerso, continuare finché il risotto non sarà pronto. Infine aggiungere una noce di burro, i gamberi e mantecare. Impiantare il risotto con i gamberi aggiungendo le zucchine e della burrata pugliese.
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Il Riso Carnaroli Principato di Lucedio è il miglior riso per un risotto gourmet. Il Carnaroli è la più prestigiosa varietà di riso Italiana, il chicco è grosso e ricco di amilosio, il quale assicura una forte tenuta della cottura, ciò lo rende perfetto per i risotti.
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