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Tonno Rosso Siciliano

Presentazione storia

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Dal XIII Secolo nell’Isonzo, a pochi chilometri dal confine tra Italia e Slovenia, si erge il Castello di Spessa, una struttura che in tutta la sua bellezza è testimone della storia del proprio territorio. Nonostante i naturali cambi di proprietà avvenuti nel corso dei secoli una cosa è rimasta invariata, ovvero la vocazione alla viticoltura dell’area circostante, ancora ad oggi costellata di vigneti e paesaggi naturali, rendendo la tenuta (che ospita anche eventi, cerimonie e tante altre iniziative) una realtà isolata dal normale scorrere del tempo. Nel Merlot Friuli Isonzo DOC - Castello di Spessa abbiamo trovato un vino che ricalca questa concezione, un prodotto che rimane ancorato ad un’espressione senza tempo del proprio territorio, grazie al particolare microclima dato dall’incontro tra i venti boreali del nord ed il clima mite del vicino Mare Adriatico, seguendo linee di ottima qualità nei vini Castello di Spessa. Merlot friuliano con note balsamiche, di frutti rossi sotto spirito e liquirizia, coordinate da un corpo molto presente, quasi liquoroso ma vellutato al punto giusto da non risultare mai invadente, coadiuvando al meglio l’importante bouquet aromatico.
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Ci troviamo in Friuli, dove nell’altopiano triestino tra le rocce frastagliate della zona costiera Triestina ha la sua dimora Kante. Quella di cantina Kante è una storia di vera sintonia con il proprio territorio, tanto da essere stata essa stessa scavata nella pietra naturale. La roccia è un terreno tanto difficile per la vite e chi ci lavora, quanto generoso ed unico nella resa dei vini Kante, che grazie a questa acquisiscono una peculiare mineralità ed acidità. Nel Bianco Vitovska Kante 2016 provato (e consigliato), le note minerali ed acide sono bene presenti, permettendo un affinamento in barrique di 12 mesi, conferendo aromi di legno e vaniglia che vanno ad arrotondare le punte di acidità ottenendo equilibrio ed intensità aromatica allo stesso tempo.
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Leone de Castris nasce nel 1665, durante un periodo di rivoluzioni sia politiche che scientifiche, una cantina che ha letteralmente visto e partecipato ai cambiamenti storici di oltre tre secoli. Dal canto suo è stata la prima realtà a commercializzare un vino rosato nel 1943, il cui nome, su richiesta dell’esercito alleato, è stato anglicizzato in “Five Roses”, una sigla ed un vino entrati dritti nella storia dell’enologia Italiana e mondiale. Nel corso dei secoli la produzione è andata alla ricerca di innovazione, nuove sfide, ma continuando allo stesso tempo a dare spazio a quelli che sono i sapori originali della terra che ospita la cantina. In questo senso è emblematico 50° VENDEMMIA - Salice Salentino Doc Riserva - Leone De Castris, sia nel nome che nella sostanza ( Negroamaro al 100%), premiato con 3 bicchieri gambero rosso nell’annata 2014 disponibile nel nostro catalogo. Alla vista un rosso rubino molto vivo, gli aromi dopo i primi accenni fruttati di amarena virano verso lo speziato (liquirizia in particolare). Al palato la presenza è vellutata, morbida e senza stonature, con note principalmente speziate tendenti alla vaniglia derivante dall’affinamento in botte, con un finale leggermente sapido che va a pulire.
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Il Vino Nobile di Montepulciano ha secoli di storia alle spalle, da non confondere con il Montepulciano d’Abruzzo (i Toscani non ve lo perdonerebbero). Si tratta di un territorio che, da come testimoniano antiche lettere, ha una tradizione enologica risalente ai primi secoli dopo Cristo, un vino che ha sempre avuto e conserva anche ad oggi un carattere fortemente locale, come le uve che lo compongono (Sangiovese, Canaiolo Nero e Mammolo) Poderi Sanguineto è una di quelle cantine che trasmette tradizione ad ogni bicchiere, e si fa carico di rappresentare questo prezioso angolo di entroterra Toscano. Poderi Sanguineto I e II Rosso di Montepulciano è un vino diretto, schietto, con aromi speziati e quasi terziari al naso, mentre al palato è asciutto, con un’acidità che ne rende i sapori puliti ed una leggera astinenza tannica finale.
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Gli amanti della cucina, del cibo, quello autentico, di qualità, sano ed eticamente sostenibile avranno sicuramente già sentito ed assaggiato Acquerello - Riso Carnaroli. Una storia che nasce nel 1400, da una semplice ostello per viandanti a Colombara, in provincia di Vercelli, un territorio da sempre vocato alla coltivazione di riso. Cosa rende il riso acquerello unico? I fattori principali sono tre: la lavorazione ad elica, un metodo complesso ma poco invasivo, che consente la perfetta pulizia del chicco conservando allo stesso tempo l’integrità di ogni chicco. L’invecchiamento di un anno di questo riso italiano in silos aiuta la stabilizzazione degli amidi, così che non si disperdano in cottura aumentando l’assorbimento del condimento. Infine, ma fondamentale, la reintegrazione della gemma, ovvero la parte con i migliori nutrienti, che normalmente viene separata dal chicco. Acquerello, grazie ad anni di ricerca, ha trovato un metodo con cui reintegrarla, ottenendo il gusto del riso carnaroli unito al valore nutrizionale del riso integrale.
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La pasta mista ha una storia antica, data alla necessità di evitare qualsiasi tipo di spreco, in un’epoca dove il cibo certamente non abbondava tra le persone comuni. Oggi il Pastificio Dei Campi ripropone di sua intenzione questo formato, simbolo di una tradizione a cui la Pasta di Gragnano è particolarmente legata, dal momento che questa tipologia è protagonista di diverse ricette storiche dell’Italia meridionale ed in particolare campane. In questo caso l’assemblaggio è perfezionato: se un tempo le differenti tipologie di pasta avevano tempi di cottura a loro volta diversi, per il Mischiato Potente - Pastificio Dei Campi vengono selezionati formati con tempi di cottura compatibili tra di loro, facilitando così la comodità nella preparazione.
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È da pochi giorni ufficialmente partita la nostra collaborazione con ONAV, associazione a livello nazionale che si occupa della divulgazione del vino e di tutto il mondo che ruota attorno a quello che è uno dei prodotti più tangibili del rapporto tra uomo e terra. Per chi non conoscesse ONAV è un organizzazione non profit, dove un tessuto di volontari ed appassionati dedicano il loro tempo libero alla loro passione, il vino, e cercano di trasmetterne conoscenza, cultura e storia legata ad esso. Ogni anno nelle 100 sezioni nazionali si organizzano corsi per il conseguimento di attestati di “Assaggiatore di Vino” (di primo, secondo e terzo livello), degustazioni di particolari tipologie di vino non solo italiani ma anche esteri, viaggi e visite in cantina a scopo didattico ed l’abbonamento alla rivista “L’Assaggiatore”, lettura che sorprende per la precisione e competenza scientifica con cui tratta ogni argomento inerente al mondo enologico. Grazie all’ingresso nella fidelity, i soci ONAV potranno usufruire di uno sconto del 10% su tutti i prodotti del nostro catalogo.
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Alcuni classici sono destinate a rimanere nella storia culinaria lasciando un segno indelebile, possono essere certamente reinterpretati, riproposti in altre vesti, ma sono i sapori che ne fanno parte il vero segreto. Ci sentiamo di poter inserire in questa cerchia il risotto alla milanese con ossobuco, ricetta simbolo del capoluogo Lombardo i cui sapori si stringono in una perfetta armonia di cui diamo la nostra versione: partendo da un buon brodo di carne che esalti la delicatezza del Acquerello - Riso Carnaroli e dello zafferano (Zafferano in pistilli 1gr. Principato di Lucedio), il gusto pieno ed avvolgente di ossobuco e midollo, cotti con un trito di acciughe che aggiunge sapidità, contrastato dalla buccia di Limoni Siciliani Di Ribera - Az. Agricola Guarragi (vero tocco segreto di questo piatto, per il nostro palato). Da servire rigorosamente all’onda, mantecato con Parmigiano Reggiano Vacche Rosse 30 mesi e Burro - Beppino Occelli ben ghiacciato.
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Quella della Cantina Lazzari di Capriano del Colle (Brescia) è una storia di passione e di riscatto. La denominazione Capriano del Colle DOC, dove hanno sede i vigneti e la cantina, era nota per la produzione di vini dozzinali ad uso esclusivamente locale, ma la famiglia Lazzari sapeva bene che quel territorio racchiudeva potenzialità e qualità fuori dal comune. Nasce così un progetto di valorizzazione del terroir, con l’intento quindi di presentare un vino non elaborato in cantina, ma che rispecchiasse le qualità del territorio stesso.  Una filosofia aziendale che di conseguenza tratta il terreno con il massimo rispetto, affidandosi ad energie pulite, rinnovabili come il fotovoltaico, e eliminando l’uso di pesticidi tanto da ottenere la certificazione bio. I risultati hanno dato ragione al lavoro della famiglia Lazzari, che ha come punta di diamante i numerosi riconoscimenti internazionali ottenuti da Lazzari Riserva degli Angeli. Vino dal colore rosso rubino intenso, il naso ha sentori di frutta rossa molto matura e secondarie speziate. Al palato è decisamente morbido, rotondo e gentile nonostante i 15% gradi, ritornano le spezie, accompagnate da una nota di vaniglia davvero piacevole.
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Sostenibilità ambientale è un’espressione he sta entrando nel vocabolario delle aziende virtuose del settore alimentare italiano. Descrivere tutte le dinamiche ed i processi funzionali al raggiungimento di una totale eco-sostenibilità richiederebbe spazi di un certo tipo, quindi per oggi ci concentreremo su un singolo aspetto, per definire meglio quello che può a volte apparire un concetto poco tangibile in termini pratici per i consumatori. Prendiamo come esempio il ramo agricolo, in particolare la produzione del grano e quell’eccezionale realtà che è Pastificio dei Campi: quando ho letto di rotazione triennale, è stato un immediato flashback verso le lezioni di storia, quando tra i banchi di scuola si studiavano i metodi di coltivazione e la loro evoluzioni. Quello della rotazione triennale è una pratica abbandonata a causa della minore resa, una produttività che di contro va a penalizzare la qualità del raccolto, ma ripreso da Pastificio dei Campi poiché la rotazione da riposo al terreno, lasciandogli così il tempo naturale per riprendersi e tornare ad offrire una Pasta di Gragnano di alta qualità ad un ritmo in perfetta sincronia con le esigenze della natura.
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Recentemente l’Italia ha visto i propri muretti a secco essere nominati patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Inseriti nell’albo in qualità di elementi capaci di incorporare l’armonia tra uomo e natura, inoltre sono allo stesso tempo un’opera di prevenzione contro il dissesto idrogeologico. Si tratta di una vera a propria arte, per cui è necessaria una commistione di conoscenze scientifiche specifiche in materia geologica, di architettura e anche ingegneria. Un progetto che è particolarmente diffuso in Valtellina, Puglia, Pantelleria e Costiera Amalfitana, dove la collaborazione tra cantine e lavoratori da altri settori ha mostrato, di nuovo, come la bottiglia di vino sia solo la punta di un insieme molto più complesso e ricco di storia, cultura ed emozioni.
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Da poco arrivata direttamente da Chianni (Pisa) per voi la finocchiona toscana de La Cinta di Guido. Prodotto tipico della regione, con una storia e tradizione di origine popolare, legata a necessità che spesso in passato si rivelavano fonte di nuove scoperte in campo culinario e gastronomico. La Finocchiona di Cinta Senese - La Cinta di Guido è un salume artigianale dotato di un sapore di finocchio delicato e non invasivo, che va quindi a combinarsi al sapore della carne di cinta senese dop e non a sostituirlo, ottenendo così una perfetta armonia di sapori.
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NA.mA è un’azienda dalla storia ormai centenaria, il nome è ciò che indica gli unici ingredienti essenziali dell’attività: Natura e Mandorle. Nama Mandorle si trova in una zona davvero privilegiata per quanto riguarda le mandorle, infatti è situata ad Avola, paese natale di una delle varietà più pregiate e riconosciute: la mandorla Pizzuta di Avola. Produzione propria, attenta selezione delle materie prime e lavorazioni che conciliano la tradizione con l’innovazione sono ciò che caratterizza l’attività aziendale, che negli anni si è allargata oltre alle mandorle siciliane includendo anche prodotti come pistacchi siciliani e nocciole siciliane. I prodotti Nama, oltre ad essere incredibilmente gustosi come snack come ad esempio le Mandorle Siciliane Sgusciate Spellate Tostate - Nama Mandorle, sono dotate di proprietà incredibili, che le rendono un antinfiammatorio naturale, antiossidante, piena di nutrienti e perfetta per recuperare energie.
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A Calvisano, in provincia di Brescia, sorge la più grande riserva di storioni al mondo, un habitat dove vengono conservate specie che sarebbero altrimenti estinte nella zona. Qui Calvisius Caviar produce il suo pregiato caviale di storione, prelibatezza che ha radici storiche millenarie, seguendo una filosofia aziendale che ha come principi guida qualità, artigianalità e sostenibilità. Infatti, negli allevamenti calvisius i ritmi di crescita naturali degli storioni vengono rispettati, inserendo ognuna delle diverse specie in un habitat che sia il più simile possibile a quello naturale. Questo è uno dei segreti della forte caratterizzazione personale dei diversi tipi di caviale, che grazie ad i metodi di allevamento e la tecnica Malossol (ovvero a basso contenuto di sale), ne fa risaltare le differenze ed il vero e proprio sapore. L’attesa per ottenere un caviale di storione calvisius può andare dai 7 anni (Ars Italica Calvisius Da Vinci - Calvisius Caviar) fino ai 20(Calvisius Beluga - Calvisius Caviar), un prodotto dalla storia e dal gusto unico per accompagnare ricorrenze speciali.
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A Calvisano, in provincia di Brescia, sorge la più grande riserva di storioni al mondo, un habitat dove vengono conservate specie che sarebbero altrimenti estinte nella zona. Qui Clavisius Caviar produce il suo pregiato caviale di storione, prelibatezza che ha radici storiche millenarie, seguendo una filosofia aziendale che ha come principi guida qualità, artigianalità e sostenibilità. Infatti, negli allevamenti calvisius i ritmi di crescita naturali degli storioni vengono rispettati, inserendo ognuna delle diverse specie in un habitat che sia il più simile possibile a quello naturale. Questo è uno dei segreti della forte caratterizzazione personale dei diversi tipi di caviale, che grazie ad i metodi di allevamento e la tecnica Malossol (ovvero a basso contenuto di sale), ne fa risaltare le differenze ed il vero e proprio sapore. L’attesa per ottenere un caviale di storione calvisius può andare dai 7 anni fino ai 20, un prodotto dalla storia e dal gusto unico per accompagnare ricorrenze speciali.
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Oggi una new entry per quanto riguarda il prodotto, ma non il produttore: Pancetta - Salumificio Lovison di Spilimbergo, in provincia di Pordenone. Realtà che collabora con noi ormai dai anni, che anche ad oggi conserva una dimensione artigianale, qui vengono selezionati unicamente suini provenienti da allevamenti Friuliani nel raggio di 20km dall’azienda, nutriti in modo naturale con una dieta di vegetali e cereali non ogm. Una pancetta artigianale le cui carni sono lavorate a caldo, poche ore dopo la macellazione in modo che restino più fresche possibile, conservando alcune delle migliori proprietà organolettiche. La pancetta viene in seguito legati a mano, speziata e stagionata secondo i segreti dell’azienda, che vanta una storia centenaria. È proprio questo patrimonio unito alla continua ricerca, la lavorazione manuale ed una sincera passione per l’arte norcina ad essere il segreto della qualità dei prodotti.
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Oggi parleremo di un prodotto spesso mal visto dal punto di vista nutrizionale, ma sempre presente nelle tavole di tutto il mondo, il sale. Non tutti i sali sono uguali, ce ne sono di molto raffinati che certamente hanno un costo molto basso, ma un’incidenza negativa sulla nostra salute, mentre alcuni grazie a processi che avvengono in modo naturale sono dotati di ottime proprietà, senza il bisogno di lavorazioni artificiali come il lavaggio, essiccazione e aggiunte di additivi chimici. Ed è quest’ultimo il caso del Cuor di Sale, il Sale Marino Integrale della salina di Trapani, sistema di vasche a cielo aperto di auto sostentamento, con una storia millenaria, tutt’ora funzionante ed eco-sostenibile. Il Cuor di sale, essendo un integrale, contiene magnesio e potassio “vivi”, sali inorganici molto più preziosi di molti venduti nelle farmacie, ma soprattutto lo iodio vivo, il quale agisce favorevolmente sulla tiroide non presentando i problemi dello iodio morto (quello inserito artificialmente come accade nei sali iodati). Salando di più rispetto al normale sale da cucina, serviranno minori quantità di sale per condire a vantaggio della salute, inoltre il packaging è studiato per non lasciare sfuggire gli elementi positivi del sale, notoriamente volatili e fotosensibili. Disponibile in formato Sale Marino Grosso Integrale Raccolto a Spalla - Cuordisale - Salinagrande e Sale Marino Fino Integrale Raccolto a Spalla - Cuordisale - Salinagrande
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Il Pecorino è uno dei formaggi Italiani più conosciuti ed apprezzati, dotato di una storia millenaria come testimoniano gli antichi manoscritti Greci e Romani, ed esistono diverse interpretazioni di questo prodotto a seconda della regione dove viene realizzato. Oggi vi presentiamo il Pecorino Siciliano. Il latte è ottenuto esclusivamente da pecore nutrite naturalmente al pascolo in modo da preservare l’autenticità degli aromi locali, successivamente la stagionatura in canestro per minimo 4 mesi. Il risultato è un formaggio dalla crosta molto ruvida data dai canestri dove stagiona, mentre all’interno il colore è bianco o giallo paglierino senza occhiatura accentuata. Ciò che distingue il Pecorino siciliano DOP dalle altre varietà regionali è il sapore leggermente piccante ed il profumo deciso, caratteristiche che si ritrovano pienamente nel Pecorino Siciliano del pastore prodotto dall’azienda agricola biologica Siciliana Adamo.
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Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio D.o.p. - Masseria dello Sbirro è tornato disponibile da ieri, ma cosa rende questo piccolo pomodoro così speciale e diverso dalle altre varietà? Scopriamolo insieme! L'origine e la storia di questo prodotto sono antiche e testimoniate da diverse fonti letterarie. Una delle più autorevoli prove si trova nel libro "Degli ortaggi e la loro coltivazione preso la città di Napoli" pubblicato nel 1858 dallo scrittore Achille Bruni, nel quale l'autore scrive a proposito di questi pomodorini dal sapore molto intenso che si conservano fino alla primavera, a condizione che vengano legati in grappoli ed appesi per rimanere sospesi in aria. L'area di produzione del Pomodorino del Piennolo DOP include l'intero complesso vulcanico del Vesuvio, dalle appendici del vulcano fino quasi al livello del mare. Le caratteristiche del prodotto per rientrare nel disciplinare D.O.P sono: la tipica forma ovale che finisce con una punta, ma è la buccia ciò che lo differenzia maggiormente dalle altre varietà. Infatti dal momento che è molto più spessa della media, questo permette al pomodoro di conservarsi molto più a lungo, anche come conseguenza di un periodo di maturazione lungo che porta ad una maggior resistenza. Dato lo spessore della buccia questo pomodorino deve essere cucinato, perciò è l'ideale in un piatto di pasta ed in mole altre ricette Partenopee.
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I panini sono una delle ricette più antiche della storia culinaria umana. In tutto il mondo sono stati fatti per migliaia di anni in infinite varianti, una delle più antiche ha origine proprio in Italia al tempo dei romani. Gli storici affermano che i Romani fossero ghiotti di "Panis ac Perna" ovvero pane e prosciutto crudo, infatti la via dei mercati era piena di venditori ambulanti ti questa specialità a cui venne addirittura dedicata una strada: via Panisperna. Poiché oggi i panini sono ormai diventati un arte in grado di rappresentare il patrimonio gastronomico di una nazione, oggi vogliamo darvi la ricetta di un antico panino con un tocco di novità in grado di rappresentare il passato ed il presente della gastronomia italiana. Il panino che vi daremo è semplice, fresco e gustoso, ciò che lo rende eccezionale è la scelta di prodotti italiani genuini e di qualità. - Pane Biologico di tipo Pugliese cotto in forno a legna - "Forneria Astori": un impasto naturale partendo con un lievito madre e farine 100% Italiane certificate bio, senza l'aggiunta di additivi e cotto in forno a legna. - Prosciutto San Daniele DOP a Tranci- Il Camarin: un prosciutto di qualità eccelsa grazie sia alla selezione di carni eccellenti che alla lavorazione quasi del tutto a mano. - Stracciatella fiordilatte pugliese - Caseificio Voglia di Latte: un tipico formaggio pugliese che dona un sapore unico al tuo panino, impossibile non innamorarsene, deve essere più fresca possibile. - Pomodori Ciliegino di Pachino: coltivati in un'area della Sicilia famosa per la qualità dei pomodori che crescono sui suoi terreni, hanno un sapore dolce e piacevole. - Rucola come tocco finale per bilanciare con una nota amara.
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1701 è il risultato dell'incontro tra amicizia e la comune passione per il territorio ed i suoi prodotti, nel caso della Franciacorta il centro del progetto non poteva essere che la viticoltura. Il terreno si estende per 11 ettari in una delle zone vitivinicole più antiche della Franciacorta con 300 anni di storia alle spalle. Il modus operandi dell'azienda si basa sui principi e metodi della viticoltura biologica e biodinamica, quindi lontano da qualsiasi procedimento chimico. Questa filosofia aiuta il produttore nella reale comprensione ed interazione con la natura ed il territorio: un recupero della capacità di entrare in sintonia che avevano i vecchi contadini, in grado di cogliere i segnali dal terreno e scegliere il momento migliore per ogni operazione. La concimazione avviene usando rigorosamente preparati biodinamici (contenenti letame ed altre erbe medicinali come ortica, camomilla, valeriana); la vendemmia è esclusivamente a mano; per la pressatura viene adottato il metodo "gentile" al fine di ricavare esclusivamente il nettare della polpa. SULLERBA VINO SUR LIE- 1701 Franciacorta è un vino ottenuto dalla vinificazione di uva chardonnay in anfora d'acciaio con l’utilizzo di lieviti indigeni, rifermentato in bottiglia con il mosto delle stesse uve, imbottigliato senza microfiltrazione, per questo mantiene in sospensione una buona percentuale di lieviti. Il risultato è un vino sincero, naturale, e molto bevibile in quanto la scarsa percentuale di zuccheri non stanca il palato.
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Il Principato di Lucido può vantare una storia quasi millenaria. Fu fondato nel 1123 dai monaci Cistercensi che furono i primi ad introdurre la coltivazione del riso. La produzione del riso è interamente a basso impatto ambientale ed il confezionamento in atmosfera protetta garantisce la freschezza e la qualità del prodotto. Dal momento che il carnaroli è il riso più adatto ai risotti, vi daremo una ricetta di un risotto dal sapore estivo: Risotto con gamberi, zucchine e burrata. Ingredienti: Riso Carnaroli Principato di Lucedio, gamberi, Burrata pugliese - Caseificio Voglia di Latte, zucchine, cipolla, pomodorini, vino bianco, Burro - Az. Agricola Frascio, Olio Extravergine di Oliva Bio - Adamo. Per prima cosa pulire i gamberi e mantenere le teste per fare una bisque. Far saltare le teste di gamberi in una pentola con della cipolla e dei pomodorini per 1\2 minuti quindi aggiungere acqua fredda. Tagliare le zucchine in piccoli cubetti e farle saltare in padella con dell'olio evo. In un'altra pentola far rosolare della cipolla tritata fino con dell'olio evo e quindi tostare il riso, quando il riso sarà tostato sfumare con del vino bianco fino a quando non evapora ed infine aggiungere la bische. Aggiungere 1\2 mestoli di bische alla volta, il riso non deve essere sommerso, continuare finché il risotto non sarà pronto. Infine aggiungere una noce di burro, i gamberi e mantecare. Impiantare il risotto con i gamberi aggiungendo le zucchine e della burrata pugliese.
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Uno dei principi della nostra filosofia aziendale è usare ciò che la natura concede senza forzarla, poiché mangiare e cucinare verdure stagionali è essenziale per avere la dieta più sana e gustosa possibile. Quindi vi daremo una ricetta di cui il protagonista è una tipica verdura estiva italiana: il fiore di zucca. Il fiore di zucca viene cucinato come delizia estiva ormai da secoli, soprattutto nelle regioni centrali e meridionali dell'Italia. Sono considerati uno dei primi street food della storia, vengono cucinati in modo diverso da regione a regione ma sempre fritti. Oggi vi daremo la nostra ricetta per dei deliziosi fiori di zucca ripieni fritti in pastella. Ingredienti: fiori di zucca; 100 g Farina biologica di grano tenero tipo “0”; 100 ml Birra Blonde Ale Tavolara - CONTE DE QUIRRA oppure acqua gassata ed un pizzico di lievito (birra ed acqua devono essere ghiacciate); 100 g Ricotta di Bufala - Caseificio Artigianale Esposito; Olio Extravergine di Oliva Bio - Adamo, Sale Marino Fine Integrale Raccolto a Spalla - Cuordisale - Salinagrande, pepe nero. Per prima cosa preparare la pastella unendo la farina alla birra (o acqua gassata e lievito) amalgamando con una frusta da cucina. Per il ripieno tagliare qualche filetto di acciuga ed amalgamare con la ricotta di bufala condendo con un filo di olio EVO e pepe nero. Riempire i fiori di zucca ed immergerli nella pastella, quindi friggerli in olio bollente, quando saranno pronti asciugarli e condire con un pizzico di sale marino.
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Il vino non è solo qualcosa da bere durante i pasti, il vino è cultura, storia, il racconto della terra da cui proviene e delle persone che lo producono. Il vino è anche qualcosa che valorizza il cibo, devi sceglie il giusto vino per elevare le tue ricette al livello più alto possibile, ma non si tratta di una cosa semplice, perciò come selezionare il vino perfetto secondo ciò che stai mangiando ed il tuo gusto personale? OIP ha inventato il primo sommelier online per aiutarti in questa scelta, in soli 5 click i nostri esperti vi suggeriranno il miglior vino italiano da abbinare per ogni prodotto o ricetta italiana tra una selezione di oltre 5000 eccellenti vini italiani in modo totalmente gratuito. Che cosa stai aspettando? Provalo ora all'interno della nostra home page!
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Oggi vi racconteremo un'antica storia dal sud Italia, quella della Fresella. Le freselle o friselle hanno origini che risalgono al XIV secolo come un vero cibo del popolo, infatti non erano altro che fette di pane raffermo rimesse nel forno a biscottare ed una volta che venivano inumidite sotto acqua fredda corrente riguadagnavano vita unite a verdure fresche. Le freselle erano anche note come il cibo dei mariani, infatti i navigatori dovevano affrontare viaggi lunghi mesi senza toccare terra, quindi le frittelle erano adatte dal momento che non vanno mai a male poiché non possono seccarsi. Le freselle sono la tipica ricetta estiva, sono veloci, semplici, non contengono grassi e sono condite con verdure fresche ed altri ingredienti come acciughe e mozzarella. quindi, eccovi la nostra ricetta. Ingredienti: 4 freselle, 6 foglie di basilico, 1 spicchio di aglio rosso, 400 g di pomodorini ciliegino, 30 g di filetti di acciughe sott'olio, olio extra vergine d'oliva, origano, sale. Per preparare le friselle con pomodoro e alici, per prima cosa inumidite le friselle con l'acqua fredda, lavate i pomodorini sotto l'acqua corrente e tagliateli in piccoli pezzi . Versate i pomodorini appena tagliati in una ciotola e conditeli con olio , sale, origano e pepe nero. Tagliate i filetti di alici marinate in piccoli pezzi e uniteli all'insalatina di pomodori. Aggiungete anche metà dello spicchio d'aglio, dopo averlo schiacciato e le foglie del basilico, spezzettate con le mani (se usate il coltello il basilico diventerà nero) ed infine salate; mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti A questo punto posizionate l'insalata di pomodoro e alici sulle freselle. Perché non accompagnare le frittelle con un ottima mozzarella di bufala Campana? Un'ottima accoppiata per la freschezza dei tuoi pasti estivi.
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Astoria celebra i suoi 30 di presenza al Vinitaly presentando tre nuovi vini: un rosso barrique e due spumanti.
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News riguardanti storia

Domande su storia

Vorrei conoscere la storia del culatello di zibello
Domanda posta da: Siboni Carla ( 04/05/2014)