28/07/2022
- Negli ultimi anni le cantine ed i produttori Italiani stanno esplorando sempre più il metodo classico.
Non solo i territori di grande vocazione, ma in tutte le regioni si possono scoprire bollicine di altissimo livello e finezza.
Oggi però parleremo dei tre denominazioni più diffuse e note: Trento DOC, Franciacorta DOCG ed Alta Langa DOCG.
Tre terroir diversi, con tre vini e risultati differenti, per certi versi imparagonabili e da guardare singolarmente senza cadere nella tentazione del paragone diretto solo perché prodotti con la stessa metodologia.
Il Trento DOC con la sua natura a metà tra il vento delle alpi e l’influenza del Lago di Garda, coltivato ad altitudine elevate e con un risultato che punta principalmente su freschezza e quasi croccantezza del vino; possiamo definirlo un bollicine di montagna, a livello di vitigni lo distingue nel disciplinare la possibilità di inserire Pinot Meunier
La Franciacorta è invece un territorio più ricco a livello di suolo.
Bollicine dalla ottima presenza aromatica e profumi di crosta di pane, che mantengono però allo stesso momento una spalla acida in grado di sostenerli e renderli sempre freschi e gradevoli; nel disciplinare il vitigno proprio e caratteristico è l’Erbamat, ancora non diffusissimo ma sempre più inserito in sperimentazioni dalle cantine.
Infine L’Alta Langa, quello con l’affinamento minimo più lungo da disciplinare (30 mesi).
Un territorio dove la spumantizzazione ha radici storiche, infatti è il primo metodo classico ad essere stato prodotto in Italia, qui a metà dell’ottocento nelle cosiddette Cattedrali Sotterranee
A livello gustativo è la sapidità a spiccare, che rimanendo in armonia con il resto dei sapori conferisce ai vini una bevibilità invidiabile.