04/10/2023
- La nobiltà e il popolo - ma anche il ceto intermedio i "cittadini originari" - che rapporto avevano con il “nettare degli dei?
La viticoltura nella Laguna si pratica da 2500 anni, nei broli, grandi giardini con orti, vigneti e frutteti. Se i Dogi bevevano il “dorona” un’uva della famiglia del Trebbiano e della Garganega, il veneziano che viveva nella Repubblica della Serenissima aveva disponibili i vini puri di Romania, Candia, Malvasia, Ribolla e lo stesso Trebbiano.
Il luogo di ritrovo e di vendita dei vini erano i bacari (ancora oggi chiamati così). Sono storiche strutture ancora presenti in città, simili ad un’antica osteria. Nella storia di Venezia altri luoghi erano destinati alla vendita del vino, sia all’ingrosso che al minuto: come gli stazi di San Marco e di Rialto (luoghi dove stazionano le gondole). Anche a Piazza San Marco i vignaioli arrivavano a Venezia per vendere le loro botti di vino. Per mantenerlo fresco spostavano i contenitori per tenerli sempre all’ombra del campanile e per questo il bicchiere di vino prese il nome di “ombra”.
Vini e osterie diventano prodotti e luoghi che entrano, a pieno titolo, in una storia della Serenissima del 1600.
Un romanzo che ci catapulta nella Venezia dei Dogi. Magistrali pennellate per dipingere un mondo, con particolari che hanno un certo che di attualità.