Sua Eccellenza Italia. La storia del Salumificio Lovison racconta la qualità dei prodotti ma soprattuto la dedizione di chi ogni giorno esige solo il meglio.
28/09/2016
- Ancora oggi, dopo quattro generazioni il Salumificio Lovison , continua ad essere sinonimo di salumi nell'intera regione e ormai su tutto il territorio nazionale.
Centodieci anni di tradizione e passione. Così si può riassumere la storia dell'azienda Lovison, che negli anni si è impegnata per garantire sempre un prodotto di prima qualità. Di cosa si tratta? Salsicce, salami, salami a punta di coltello, soppresse e lardo stagionato; ottenuti da maiali pesanti, seguendo l'antica tradizione friulana ma con tecnologia e regole igieniche odierne.
Attualmente il salumificio lavora circa duecento maiali alla settimana ed è l'unica azienda di grandi capacità, che ha mantenuto il controllo sull'intera filiera. C'è un allevamento che lavora solo per loro e con l'allevatore decidono la genetica e l'alimentazione fatta di soli cereali OGM free. Inoltre la macellazione avviene nelle prime ore della giornata in modo tale da garantire la lavorazione della carne a caldo, come si faceva una volta, senza dover congelare le carni. La lavorazione a caldo consegna un prodotto fresco, dagli aromi più complessi e con un impasto più omogeneo. Poi questi impasti vengono inseriti in budelli naturali che vengono legati a mano.
Eccellenti i salami e le soppresse, che a differenza dei primi vengono fatti solo con la coscia e la parte grassa del maiale (la pancetta). Una chicca dell'azienda Lovison è anche il salame a punta di coltello, fatto con costa di maiale disossata e tagliata a mano, mentre il prodotto più conosciuto è il loro musetto: in apparenza un cotechino, ma in realtà un insaccato, risultato di un'attenta selezione delle carni delle guance, il grasso della gola e la cotenna. Un ottimo insaccato e con un favoloso rapporto qualità prezzo, tipico e rustico nell'aspetto, al naso e al palato.
Il salumificio Lovison è riuscito a mantenere le tradizioni di una volta senza rinunciare all'ausilio delle nuove tecnologie. Questo perché la tecnologia può arrivare fino a un certo punto poi, per raggiungere l'eccellenza, deve necessariamente intervenire l'uomo, che rimane e rimarrà sempre l'artefice di tutto: dalla scelta delle carni alla calibratura delle spezie utilizzate, scelte per abbinarsi al meglio proprio con quel tipo di maiale, alimentato in un determinato modo. Una continua calibraa di sapori e di saperi: nulla qui viene lasciato al caso perché gli insaccati sono prodotti vivi e, con il passare del tempo, cambiano la loro consistenza e i loro aromi. L'arte del norcino sta nell'interagire con questo prodotto vivo, prevenendo eventuali difetti ed esaltando gli indiscutibili pregi.