Pasta Mancini: Esiste un'azienda che produce pasta in mezzo a un campo di grano.
12/05/2016
- È come se la lavorazione artigianale fosse una grossa lente d'ingrandimento puntata sulla materia prima: ne enfatizza le caratteristiche, ne svela i segreti, ne racconta la storia. Per questo, ottenere un piatto di pasta sano, nutriente e gustoso significa ponderare con attenzione tutte le scelte, a partire dalla selezione delle varietà di grano duro. I valori qualitativi devono accordarsi come ad eseguire una musica: il peso ettolitrico, la quantità delle proteine, l'indice di glutine, l'indice di giallo. Solo in questo modo la sinfonia finale potrà dirsi riuscita. A criteri di equilibrio e proporzione si conformano tutte le tappe operative e, proprio come accade con le parole, anche i campi che circondano il pastificio, dopo la coltura del grano che li ha affaticati assorbendone la ricchezza, vengono ciclicamente seminati a pisello e a favino, specie miglioratrici che restituiscono al terreno la fertilità originaria. I campi dell'azienda Mancini somigliano dunque a una elegante trapunta multicolore, secondo una tradizione agronomica tipica delle Marche, che valorizza l'estetica del paesaggio, tutelando la produttività della terra. D'estate la doratura del grano maturo si affianca al marrone dei campi appena trebbiati; mentre il giallo dei girasoli, coltura da rinnovo, risalta accanto al verde poderoso delle leguminose e dell'erba medica.
Inclinate su se stesse per il peso dei chicchi, ma vigorose abbastanza perché la sommità non tocchi terra, le spighe che affollano i pendii dell'azienda Mancini incontrano il loro destino tra i mesi di giugno e luglio, con la trebbiatura. Il rumore pigro delle mietitrebbie si diffonde sotto il sole e nell'aria volteggia una pioggia di scaglie dorate, odorose di terra. Grano duro San Carlo e grano duro Levante, coltivati su superfici equivalenti, sono le due varietà selezionate per diventare pasta. Il primo si adatta bene ai terreni esposti a Sud e ben ventilati, mentre il secondo dà ottimi risultati anche in pianura e nei versanti più freddi. Tuttavia, in accordo con lo spirito d'iniziativa che fu di nonno Mariano, una parte di terreno è riservata ogni anno alla sperimentazione di nuove colture da aggiungere al consueto abbinamento, come variazioni annuali su un tema musicale già perfetto.
Un filo rosso unisce tutte le fasi del lavoro, al pastificio Mancini. È l'idea dell'avvolgere, del proteggere. Ed è un'energia che si respira soprattutto in autunno, quando il San Carlo e il Levante sono stoccati nei silobag, sacchi di polietilene disposti su un'ampia superficie pianeggiante, simili a lunghissimi cuscini paralleli. Dopo tante settimane di luce, il grano è messo a riposare al riparo dalle radiazioni solari, respinte dal bianco degli involucri.
Un sonno protetto che non richiede l'ausilio di componenti chimici, dato che sfrutta la respirazione dei chicchi, favorendo così il naturale sviluppo di anidride carbonica, perfetta per inibire la formazione di organismi nocivi alla salubrità del raccolto.