23/04/2015
- La cantina di Quintodecimo è “dentro” la vigna. È questo un aspetto molto importante. In tal caso il tempo di latenza tra raccolta ed ammostatura è quasi nullo, l’uva viene ammostata al massimo della freschezza e senza alcuna possibilità di alterazione. Inoltre questa condizione risponde ad un altro fondamentale requisito alla base della produzione del vino: vigneto e vino devono rappresentare una entità unitaria in modo tale da trasmettere l’idea di eternità, di infinito.
A Quintodecimo si producono tre vini rossi, tutti ottenuti dall’Aglianco, vitigno simbolo del territorio. L’essenza di Quintodecimo è quella di ricondurre i vini alla vigna che li ha generati, in modo da fare esprimere al massimo il concetto di terroir che spiega con grande efficacia come l’uva sia il risultato dell’interazione tra l’ambiente che circonda ogni singola vite, la pianta stessa e il lavoro dell’uomo.
A Quintodecimo si producono tre vini bianchi, rispettivamente ottenuti dalla vinificazione in purezza delle tre principali varietà di uva bianca campane: Fiano, Greco e Falanghina. Le uve provengono da tre singole vigne ubicate nelle zone di elezione di ciascuna cultivar, chiamate, rispettivamente: Exultet, Giallo D’Arles e Via Del Campo.